“La situazione che sta vivendo Catania in queste ore è molto significativa al pari di altre nel nostro Paese. A un patrimonio di interesse culturale storico architettonico di pregio si sovrappone una situazione di elevatissima pericolosità legata a eventi sismici, vulcanici e metereologici calamitosi”. Lo ha detto Natale Mazzei, direttore dell’Ufficio per il superamento dell’emergenza del Dipartimento della Protezione Civile, nel corso dell’audizione in commissione Cultura del Senato in merito all'impatto dei cambiamenti climatici sui beni culturali e sul paesaggio.

“In Italia ci sono oltre 2700 comuni, tra cui 47 capoluoghi, di classe di pericolosità sismica elevata in cui sono conservati oltre 86 mila beni di interesse culturale. Nelle zone vulcaniche abbiamo oltre 3300 beni culturali esposti a rischio, abbiamo 1100 Comuni in area ad elevato rischio di alluvioni e oltre 4700 Comuni in area a rischio frane – ha spiegato Mazzei -. L’Italia, insomma, è tra i paesi maggiormente a rischio in Europa e nel mondo. Questo ha fatto sì che il nostro sistema di intervento in emergenza sia preso a modello in campo internazionale per l’esperienza accumulata nel corso degli anni”. 

Con il Ministero della Cultura, ha sottolineato Mazzei, “abbiamo un rapporto consolidato e stiamo cercando di rendere più efficace il sistema di risposta alle emergenze attraverso una serie di iniziative. Abbiamo costruito un tavolo permanente di confronto con la Direzione generale sicurezza del patrimonio culturale del MiC nel quale affrontiamo vari temi”. Altro aspetto fondamentale è quello che riguarda la formazione. “L’intervento sul bene culturale e i rilievi del danno subito richiedono una competenza specifica – ha evidenziato Mazzei -. Da qualche anno col MiC e i sistemi regionali di Protezione Civile abbiamo attivato dei percorsi formativi per dotare i volontari della Protezione Civile e i funzionari delle strutture pubbliche a operare in maniera consapevole e specializzata nel recupero, nella custodia e nella messa in sicurezza dei beni mobili. E parallelamente stiamo mettendo in atto dei corsi di formazione per tecnici specializzati nei rilievi dei danni sismici alle chiese e ai palazzi di interesse architettonico”. 

 

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