“Presentiamo un pezzo straordinario di Pompei che sta venendo fuori in queste ultime settimane che ci racconta una storia inedita del sito. A cominciare da un’iscrizione che ci permetterebbe di datare in maniera sicura l’eruzione, non più il 24 agosto, bensì il 24 ottobre. L’iscrizione cita infatti una data: 16 giorni prima delle calende di novembre, quindi il 17 ottobre”. Lo ha detto Massimo Osanna in occasione della visita del Ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli presso il Parco Archeologico di Pompei. Nel corso della visita sono state presentate le recenti scoperte della Regio V. In particolare la “Casa con giardino”, con i diversi ambienti decorati da affreschi di pregio e il portico, e la “Casa di Giove” con le ricche decorazioni pittoriche e i mosaici.

UNA POMPEI A COLORI

Ma le novità non sono solo queste, ha aggiunto Osanna: “Si tratta di un pezzo della città antica che restituiamo alla fruizione pubblica, case conservate benissimo, anche grazie a uno scavo attentissimo che stiamo conducendo, restaurando mentre si scava”. Utilizzate anche tecnologie avanzate nel corso degli scavi. Da questi ultimi scavi emerge anche “una Pompei a colori – ha sottolineato Osanna -. Noi vediamo una Pompei con questi muri in pietra grigi, senza intonaco. Un’immagine che viene fuori dalla perdita progressiva degli intonaci che rivestivano ovunque le pareti”.

GLI SCAVI DEL ‘600

La seconda vita di Pompei che si apre con gli scavi del ‘700, ha detto il direttore del parco archeologico, è “altrettanto importante, se non più importante, di quella che si è chiusa nel 79 d.C. È allora ancora più significativo “scoprire che prima del 1748, data della scoperta ufficiale del sito, c’erano già state ricerche estensive più o meno ufficiali, con trincee e cunicoli che cercano oggetti. Un dato che conferma che si tratti di scavi precedenti viene dal ritrovamento di una moneta di Filippo di Asburgo, datata 1631. Si tratta quindi probabilmente di scavi del ‘600. Adesso dobbiamo datare con precisione le ceneri che abbiamo trovato all’interno” di questi cunicoli per collocarli con precisione nel tempo. L’anno prossimo, ha concluso Osanna, “si metteranno in cantiere progetti di restauro e di copertura delle case venute fuori in questi scavi. Il progetto è quello di riaprire il vicolo e le case e di restituire a tutti questo pezzo inedito di Pompei”.

GENERALE CIPOLLETTA

Il generale dei Carabinieri Mauro Cipolletta, direttore del Grande Progetto Pompei, ha ricordato come “sono stati investiti 105 milioni di euro per mettere in sicurezza tutto il complesso. Di questi, quasi tutti sono stati impegnati e questo progetto è il più corposo. Anche perché oltre alla dimensione del cantiere ha comportato studi molto approfonditi. Studi che hanno fatto slittare l’avvio dei lavori: a maggio dell’anno scorso è stato possibile consegnare provvisoriamente il cantiere con consegna definitiva a luglio di quest’anno”.

I lavori dovrebbero durare “circa due anni dal punto di vista contrattuale ma ci auguriamo di restituire il sito alla fruizione molto prima. Siamo già a 4,1 milioni di stato di avanzamento, quasi la metà dell’importo contrattuale”. Dei 105 milioni, ha aggiunto Cipolletta, “gran parte sono stati spesi per le attività sul sito di Pompei. Ora ci attende l’impegno di mettere a regime tutti gli interventi programmati con gli enti interessati nella ‘core zone’, la zona che circonda i centri archeologici: si tratta di quasi 2 miliardi di interventi. Sicuramente nei prossimi anni la zona potrà godere, oltre delle bellezze archeologiche, anche di tutte quelle ricchezze culturali, sociali che la il offre il territorio”.

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