Ha preso il via in commissione Cultura della Camera (in sede consultiva) l’esame del Dl Genova. Relatore del testo è Manuel Tuzi (M5S). Tra le misure contenute nel provvedimento, in particolare, si prevede l’adozione, da parte del ministero per i Beni culturali, di un piano straordinario nazionale di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili.

Nel corso del dibattito in commissione, le opposizioni hanno evidenziato la “lacunosità” del decreto, augurandosi allo stesso tempo che dall’esame possa scaturire un testo condiviso, sul quale sia possibile esprimere un voto favorevole. Un atteggiamento, come sottolineato da Daniele Belotti (Lega), “costruttivo e responsabile”.

OPPOSIZIONI: TESTO DA MODIFICARE

Anna Ascani (Pd) ha spiegato che quello all’esame “non è un provvedimento per Genova, ma un decreto ‘omnibus’ carente in termini di misure e le cui risorse – l’assegnazione delle quali è poco chiara – deriva da fondi già stanziati dal precedente Governo e destinati ad altre finalità”. Per Valentina Aprea (FI) il decreto prevede inoltre “misure parziali e non sufficienti a garantire la rinascita della città, dei suoi abitanti, delle scuole e delle attività imprenditoriali e commerciali che il crollo del ponte ha pesantemente danneggiato”.

Federico Mollicone (Fdi) ha chiesto che il Governo illustri in Commissione, anche dopo la conversione del decreto, “come intende approntare il piano straordinario di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili e quali saranno i costi di realizzazione del piano”. Anche Luigi Casciello (FI) ha concordato “con la necessità di modificare il testo del decreto, che tradisce a suo giudizio una sorta di ‘ansia da prestazione’ da parte del Governo”, rammaricandosi allo stesso tempo che una circostanza così drammatica “venga utilizzata come occasione per imputare responsabilità ai Governi precedenti, laddove bisognerebbe essere tutti concentrati sul dramma di Genova”.

IL DL GENOVA

All’articolo 14, comma 4, si prevede l’adozione, da parte del Mibac, di un piano straordinario nazionale di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili. Il piano dovrà definire i criteri per l’individuazione dei beni da monitorare e da sottoporre a interventi conservativi; i sistemi di controllo strumentale da utilizzare per il monitoraggio; l’ordine di priorità dei controlli, anche sulla base di specifici indici di pericolosità legati al territorio e di vulnerabilità dei singoli immobili; le modalità di implementazione delle misure di sicurezza, conservazione e tutela. Agli oneri finanziari si provvede, nella misura di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per la tutela del patrimonio culturale.

L’articolo 22 – in materia di interventi di riparazione e ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti – detta le prescrizioni tecniche generali da seguire per l’ottenimento dei contributi finalizzati alla riparazione e ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dagli eventi sismici nei territori dell’isola di Ischia, in base ai danni effettivamente verificatisi nelle zone di classificazione sismica 1, 2, e 3 e nel caso in cui ricorrano le condizioni per la concessione del beneficio.

L’articolo 26 reca norme per la ricostruzione pubblica, demandando a provvedimenti del Commissario di disciplinare il finanziamento degli interventi di ricostruzione, nei limiti delle risorse stanziate. In particolare, il Commissario provvede con propri atti a predisporre e approvare i seguenti piani: un piano delle opere pubbliche e delle chiese e edifici di culto, piani per il ripristino degli edifici scolastici dichiarati inagibili, un piano dei beni culturali e un piano di interventi sui dissesti idrogeologici. Il Commissario può individuare, con motivazione, interventi che rivestono un’importanza essenziale ai fini della ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici di Ischia

L’articolo 27 individua i soggetti attuatori degli interventi per la riparazione, il ripristino, il miglioramento sismico o la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali: nell’elenco è compreso il Ministero dei beni e delle attività culturali.

 

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