“Le risorse del Fus sono inadeguate, serve un aumento. Ma non facciamo una battaglia tra poveri per chiedere di toglierle ad altri per per darle a noi. Vanno semplicemente riequilibrate”. Così Francescantonio Pollice, presidente dell’Associazione italiana attività musicali (Aiam), durante l’audizione in commissione Cultura del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul Fondo unico per lo spettacolo. L’Aiam, socia di Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo), riunisce 83 fra le principali associazioni concertistiche, orchestre non riconosciute, enti di promozione, formazione e concorsi italiani di livello internazionale.

“Il fine ultimo del contributo pubblico è quello di aumentare le attività culturali in Italia – ricorda Pollice – e oggi si registra una sproporzione tra l’investimento in formazione e quello in produzione e distribuzione. Mancano in numerose regioni, inoltre, teatri lirici, orchestre, società di concerti e attività di formazione e promozione”. Per il presidente di Aiam, “serve innanzitutto aggiornare la legge sulla musica varata nel 1967”. Per quanto riguarda il Fus, “bisogna investire nello spettacolo per il riequilibrio territoriale tra domanda e offerta in tutte le aree del Paese”. Il Fondo, sottolinea Pollice, va riequilibrato secondo criteri di capacità produttiva, efficienza gestionale, differenza del Pil tra i territori e redditività del sostegno pubblico”.

Pollice auspica che sia salvaguardato lo spirito dei decreti 2014 e 2017 “basato sul principio della competitività con una valutazione su parametri oggettivi misurabili e sulla qualità artistica del progetto”. Il presidente Aiam chiede inoltre di “estendere il beneficio fiscale dell’Art Bonus a tutti i soggetti sostenuti dal Fus attraverso una modifica dell’art.5 della legge 175/17 meglio conosciuta come Codice dello spettacolo”. Per Pollice va favorita la produzione “incentivandone una sua diffusa distribuzione soprattutto nei territori meno serviti dal Nord al Sud”.

Tra le proposte suggerite dal presidente Aiam, anche quella di “applicare il principio del doppio borderò, già previsto per le Istituzioni concertistico-orchestrali (Ico) nella misura del 40 per cento dell’attività, ai complessi strumentali”. Inoltre, per Pollice, va dato sostegno ai talenti “incoraggiando la stipula di convenzioni fra gli enti sostenuti dal Fus, le scuole e gli istituti Afam”. Nel concludere il suo intervento, il presidente Aiam ha invitato i senatori della 7a commissione “a considerare le attività culturali come un patrimonio del Paese e quindi vanno sostenute e incentivate”.

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