Photo credit: gianpaolomanzella.com

Lavorare affinché l’accesso alla cultura sia uguale per tutti, rafforzare il senso di appartenenza e sviluppare una cultura basata sulla contaminazione. Sono le sfide che, secondo Gian Paolo Manzella, assessore allo Sviluppo economico del Lazio, dovrà affrontare la Regione per quanto riguarda il settore culturale. Il Lazio ha “una peculiarità: da una parte la ricchezza del patrimonio e dall’altra la qualità e la quantità dell’impatto economico che hanno le sue industrie culturali e creative”, sottolinea Manzella a margine del convegno “Cultura come diritto di cittadinanza: radici costituzionali, politiche e servizi”, promosso dall’Associazione Civita e da A&A Studio Legale.

PAROLA CHIAVE: CONTAMINAZIONE

Sulla contaminazione Manzella, che ha specifiche competenze nei settori delle start-up, delle industrie creative, del commercio, dell’artigianato e dell’innovazione, parla chiaro: “Dobbiamo superare la tipica attitudine di ragionare in chiave gerarchica e per compartimenti stagni. Dobbiamo promuovere, invece, una cultura orizzontale che unisca diversi saperi. Questa è oggi la cultura del futuro, questa è la cultura della contaminazione”.

L’assessore allo Sviluppo economico del Lazio cita “un precedente illustre, Quintino Sella, che parlava di ‘cozzo di saperi’, di incontro di saperi, come vocazione della nostra città e della nostra Regione. Roma e il Lazio sono un insieme unico di università, centri di ricerca, istituti culturali, scuole, professionisti, e il compito della pubblica amministrazione è aiutare questi soggetti a parlarsi tra di loro”. Manzella si dice “convinto che da qui verrà fuori una cultura più competitiva, un territorio più competitivo, più inclusivo, e quindi una cittadinanza più matura, più consapevole e pronta ad affrontare le sfide della globalizzazione”.

CITTA’ DELLA CULTURA, UN MODELLO VINCENTE

Il Lazio è anche la prima Regione ad aver “importato” un modello vincente: quello della Città della Cultura. “Un modello che sta lavorando e che sta interessando molti comuni”, commenta Manzella sottolineando che “la risposta è molto interessante. I comuni elaborano progetti, spesso in collaborazione con altri comuni, e quindi c’è anche una promozione del territorio nel suo complesso”.

La Città della Cultura dello scorso anno è stata Colleferro. “Si sono appena chiuse le candidature di quest’anno – ricorda l’assessore -, sono 29 in totale per un numero di comuni superiore, poiché collaborano e si uniscono. In tutto sono circa un centinaio”. L’idea di “stimolare i comuni a darsi dei progetti culturali crea un ambiente che favorisce il dialogo – conclude Manzella – ecco perché istituti come questo favoriscono il fatto che diversi comuni si sentano parte di un insieme, ha molto a che vedere con la costruzione di un’identità regionale”.

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