Il teatro come occasione di riscatto, il carcere come luogo di redenzione e non più solo di detenzione, la pietas dantesca come viatico per una vita differente. E’ questo il messaggio che emerge dalla recita di tre canti dell’Inferno di Dante a cura di altrettanti detenuti in regime di massima sicurezza che, per la prima volta dopo quasi trent’anni, sono usciti per tre ore e sotto scorta...

Per visualizzare l'articolo integrale bisogna essere abbonati.

Per sottoscrivere un abbonamento contatta gli uffici commerciali all'indirizzo marketing@agcult.it.

Se invece vuoi ricevere settimanalmente una selezione delle notizie pubblicate da AgCult registrati alla Newsletter settimanale gratuita.
 

Articoli correlati