In Toscana l’amministrazione regionale ha fatto la scelta di di premiare il lavoro professionale in ambito culturale. Perché la cultura rappresenta un fronte prezioso e senza le persone non esistono le istituzioni. Roberto Ferrari, direttore Cultura e Ricerca della Regione Toscana, prende spunto dal titolo della tredicesima edizione dei Colloqui internazionali di Ravello Lab “Investing in People, Investing in Culture”, in corso dal 25 al 27 ottobre nella località campana. Pensando proprio al titolo del convegno, spiega Ferrari ad AgCult, “vengono in mente due fronti, su cui peraltro Regione Toscana è impegnata in questi anni”.

IL LAVORO PROFESSIONALE

Il primo di questi fronti è favorire il lavoro professionale. “C’è un’ambiguità di fondo a volte nell’approccio alla cultura e un rischio insito quindi anche nella definizione di impresa culturale che è uno degli argomenti che qui a Ravello si stanno affrontando”. Evitare cioè di confondere il livello professionale con quello volontario, che sono in ogni caso assolutamente permeabili tra loro. “E’ fondamentale che il lavoro volontario venga incoraggiato e allo stesso tempo incardinato in un percorso di crescita per chi comincia senza avere molti attrezzi ed esperienze. Ovviamente, a risorse e vincoli dati, gli enti che fanno programmazione e assegnano risorse sono sempre nella condizione di dover scegliere chi premiare. Noi, in Toscana, abbiamo fatto la scelta di fondo di premiare il lavoro professionale. E’ inevitabile che se si aprono le maglie del lavoro volontario, più o meno esplicitamente riconosciuto, questo va a detrazione di quei professionisti che hanno scelto di fare di questo ambito la loro vita”.

SOSTENERE RICERCA E INNOVAZIONE ATTRAVERSO LE PERSONE

Il secondo fronte, che è correlato al primo, è quello di sostenere percorsi di ricerca e innovazione attraverso le persone. “I prodotti e i servizi innovativi rappresentano un tema importantissimo su cui siamo impegnati, ma il tema di base è che far crescere le professionalità è una condizione fondamentale per far crescere le organizzazioni. E’ per questo che noi come Regione stiamo per lanciare, fra circa un mese, una misura importante di qualche milione di euro a sostegno dei percorsi di ricerca all’interno delle istituzioni culturali. Questa ricerca di contenuti e approcci nuovi distingue l’ambito culturale da tutti gli ambiti che insistono sul tempo libero delle persone e che sono tutti legittimamente meritevoli di essere accompagnati”.

Purtroppo, conclude Ferrari, “la scelta di promuovere il lavoro professionale non è ancora una scelta compiuta chiaramente da tutti quelli che concorrono a formare le politiche. Ad esempio, i fondi strutturali in alcune Regioni hanno premiato la nascita di nuove organizzazioni nel mondo dello spettacolo dal vivo, ma si tratta di territori in cui i professionisti di quel settore hanno chiuso i battenti. Queste modalità hanno un impatto reale sul lavoro delle persone. Bisogna tenere alta l’attenzione – avverte in conclusione il direttore della Toscana -, si tratta di un fronte prezioso e senza le persone non esistono le istituzioni”.

 

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