“Il nostro compito è fare in modo che il patrimonio culturale possa raggiungere tutti e non, come è stato per troppo tempo, essere percepito come elitario. Il patrimonio va considerato come nostro. Forse anche i giovani si sono allontanati perché, nel tempo, è stata data una lettura del patrimonio didattica, asettica e non come qualcosa che appartiene anche a loro e che li fa riconoscere nelle loro origini”. Lo ha detto Lucia Borgonzoni, sottosegretario ai Beni culturali, intervenendo alla giornata conclusiva di Ravello Lab – Colloqui internazionali, in corso nella località campana dal 25 al 27 ottobre.

Borgonzoni ha poi parlato del rapporto tra pubblico e privato. “Il pubblico e il privato – ha detto – devono trovare una sinergia e una collaborazione per rilanciare il nostro patrimonio, che non deve però esser solo a scopo di lucro. Il patrimonio come la cultura ha importanti ricadute sociali (e sulla salute). La cultura, oltre a creare occupazione e diffondere il bello, può essere anche una delle chiavi per far ripartire qull’ascensore sociale che manca da troppo tempo”.

I GIOVANI

Questa situazione, ha continuato il sottosegretario, “ha fatto perdere le speranze soprattutto ai giovani che devono per no e essere il faro. Sui giovani dobbiamo cercare di ridisegnare le strategie per il futuro. La memoria sopravvive se è collettiva. Dobbiamo trovare il modo di trasmetterla ai giovani che spesso si sono allontanati”.

“Oltre la card, gli sconti per il cinema, i musei gratis (che vanno bene), occorre fare un lavoro molto più profondo: cercare di ridisegnare l’offerta culturale su quello che i giovani chiedono per portarli a fare quegli approfondimenti scientifici. In questo senso, la digitalizzazione, come l’audiovisivo, può essere la chiave per raggiungere i giovani”.

“Noi dobbiamo creare appeal”, ha precisato Borgonzoni. “Per la cultura noi siamo opinion leader nel mondo e facciamo fatica a esserlo con noi stessi”. Per questo, il nostro patrimonio deve diventare “appetibile, divertente e trendy per i giovani. Usando qualsiasi strumento. Perché una volta agganciati i giovani, possiamo portarli in un percorso più scientifico. Dobbiamo parlare il loro linguaggio”. In questo senso, il sottosegretario ha ricorda l’investimento di 24 milioni di euro del ministero per l’educazione all’audiovisivo nelle scuole. “Troppo spesso siamo autoreferenziali, magari diciamo cose bellissime ma non riusciamo ad arrivare agli altri, che sono in primo luogo i giovani. Se non si forma in loro un amore per il patrimonio culturale, per chi siamo e da dove veniamo, si rischia di avere giovani che si perdono e non sanno dove andare”.

INCANALARE I TEMI EMERSI DA RAVELLO

Borgonzoni ha anche assicurato la sua disponibilità a ragionare sulle istanze nate in questi giorni da Ravello Lab. “Raccogliamo quanto detto e pensiamo che vada incanalato, perché è una ricchezza per tutti noi. La commissione è il luogo dove discutere, è dove ci siano le vaire declinazione delle imprese culturali e creative. Può essere un contenitore quello che ci aiuta a spostare da un luogo a un altro le buone pratiche del territorio e magari trovare quelle soluzioni che lì nascono. Riteniamo infatti che la cultura e le imprese cukturali possono rappresentare un grande riscatto per i nostri territori”.

LE ATTIVITA DEL MIBAC

Borgonzoni ha poi ricordato le attività messe in campo da ministero. A cominciare dalla Commissione Reti museali e sistemi territoriali, presieduta dalla consigliera del ministro Daniela Tisi, anche lei presente ai lavori di Ravello Lab. Una commissione nata “per approfondire quello che avviene sul territorio tramite la ricognizione delle buone pratiche. Questa commissione cercherà di raccogliere tutte le iniziative e i punti di vista del territorio. Aiuterà a trovare soluzioni che devono necessariamente partire dal basso. Il grande compito di questa commissione è di far percepire alle comunità il patrimonio culturale come proprio. Chi abita un luogo deve proteggerlo e sentirlo proprio”.

Il sottosegretario ha anche richiamato il progetto di controllo satellitare del patrimonio culturale per prevenire situazioni critiche. Un altro progetto cui si sta lavorando ora è indirizzato alla fruizione del patrimonio per persone disabili attraverso le nuove tecnologie con l’obiettivo di portare la cultura a tutti. Ancora, la realizzazione ad Alessandria di una città della della musica in collaborazione con i privati per creare un hub europeo della musica.

In vista di Matera 2019, Borgonzoni ha sottolineato la necessità di sensibilizzare i territori limitrofi per invogliare i turisti che si recheranno in Basilicata a visitare l’intero territorio nazionale. Poi, ha annunciato l’imminente (fra due settimane) delle pillole di promozione dei siti Unesco italiani su Raitre.

ANDREA CANCELLATO

Prima della conclusione del sottosegretario Borgonzoni, è intervenuto Andrea Cancellato, presidente di Federculture, dando il suo contributo alla giornata conclusiva di Ravello Lab – Colloqui internazionali. “Occorre riportarci alla questione principale – ha messo in chiaro Cancellato -: come imprese culturali dobbiamo realizzare la massimazione dei valori lavorando con i beni culturali, stando quindi dentro uno dei grandi aspetti del nostro paese. E lì si dimostra se stiamo producendo dei risultati oppure no”.

Cancellato, ricordando il suo recente passato in cui si è occupato anche di design e arredamento, ha richiamato il bonus sull’acquisto dei mobili. “Ecco – ha detto Cancellato -, quando noi chiediamo al governo di incentivare i consumi culturali, facciamo la stessa cosa”. Quando affrontiamo questi nodi, “sappiamo di affrontarli anche dal punto di vista economico. Vogliamo essere considerati anche come soggetti economici. Vogliamo essere interlocutori attivi del governo”.

 

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