Si è svolta martedì mattina a Roma la visita di una delegazione della commissione Cultura del Parlamento europeo agli Studi di Cinecittà. Guidati da Silvia Costa (Pd), gli eurodeputati – Petra Kammerevert (presidente della commissione), Mircea Diaconu (vicepresidente), Francis Zammit Dimech e Marlene Mizzi – hanno visitato lo storico teatro di posa 5 (la seconda casa di Federico Fellini), il set di Roma Antica e la mostra che esplora la nascita di Cinecittà dagli anni Trenta fino ai giorni nostri.

Al termine della visita si è tenuto un dibattito nel corso del quale i deputati europei hanno incontrato gli operatori delle industrie audiovisive. Un’occasione anche per fare il punto sul programma Europa Creativa – di cui è relatrice proprio la Costa – e sulle misure messe in campo da Bruxelles per sostenere il settore.

COSTA

Europa creativa, ha evidenziato la Costa, “continua a essere un programma di grande interesse, assolutamente sotto finanziato: il budget proposto effettivo è 1,4 mld e io come relatrice ho chiesto di aumentarlo ad almeno 2,8 miliardi: non è abbastanza ma è comunque di più e speriamo di farcela”, ha concluso l’eurodeputata dem, che ha ricordato anche le battaglie condotte in Europa per far passare le direttive sull’Audiovisivo e sul diritto d’autore (leggi anche: Audiovisivo e copyright, a Roma incontro sulle prospettive del diritto d’autore in Europa)

CICUTTO

“Silvia Costa è un’amica non solo del cinema italiano ma di tutta la cultura italiana” ha sottolineato Roberto Cicutto, presidente di Istituto Luce-Cinecittà aprendo i lavori. “Nel luglio 2017 – ha ricordato – la parte industriale di Cinecittà è tornata dopo 20 anni sotto il controllo pubblico. Questa unione all’interno della stessa società di attività di interesse generale (come la promozione del cinema italiano, dell’archivio di Cinecittà e del nostro patrimonio audiovisivo) e di attività industriali è una scommessa straordinaria che può dare grandi frutti. Lo Stato ha dato una grande mano per partire con gli investimenti necessari, ma il business plan deve essere ora sostenibile e non deve gravare sugli aiuti di Stato, deve essere in grado di competere con le altre industrie europee”.

KAMMEREVERT

“Stiamo riflettendo sul futuro del programma Europa creativa, l’aumento delle risorse proposto dalla Commissione Europea non è quello auspicato da noi, quindi in commissione Cultura stiamo cercando di aumentare sensibilmente le risorse del programma: vogliamo aumentare la dotazione finanziaria e in questo avremo bisogno del sostegno degli Stati membri”, ha aggiunto la Kammerevert. “Penso sia stato giusto da parte del Pe dire che bisognava investire in particolare nella distribuzione dei film, nella loro commercializzazione. Dobbiamo ora investire in nuovi ambiti, in quei settori come la formazione e i videogame. Il futuro del programma dipende dai finanziamenti, penso che tutti i dati illustrati dimostrano che con questo programma abbiamo conseguito un notevole successo, che potrebbe essere ancora maggiore con più risorse”.

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