La quarta strofa della Leggenda del Piave, aggiunta da E.A.Mario il 4 novembre 1918, diventa Patrimonio di tutti gli italiani alla Biblioteca Nazionale di Napoli. E.A.Mario scrisse di getto la canzone patriottica tra il 23 e 24 giugno 1918; la quarta strofa, fu aggiunta, invece, il 4 Novembre dall’autore in seguito all’Armistizio di Villa Giusti, che pose fine alle ostilità tra Italia e Austria-Ungheria.

L’autografo dell’ultima strofa era già stato affidato dagli eredi del grande poeta-musicista Giovanni Ermete Gaeta, conosciuto in tutto il mondo come E. A. Mario, alla Biblioteca Nazionale di Napoli e viene ora ufficialmente donato alla Biblioteca entrando a far parte del patrimonio italiano; va, così ad unirsi al vasto archivio di libri, documenti editi e inediti, e cimeli del celebre compositore, già donati dalla famiglia alla biblioteca e conservati presso la sezione di musica e teatro Lucchesi Palli.

All’importante archivio dedicato a E.A.Mario, diedero vita nel 1998, le figlie Bruna, Delia e Italia, donando i libri, documenti editi e inediti, fascicoli di Piedigrotte e cimeli vari del padre alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Tra gli oggetti e i ricordi personali c’erano la Commenda conferita a E.A.Mario dal Re, i gemelli da polso che Umberto II inviò dall’esilio portoghese all’autore in occasione del suo 70° compleanno e il mandolino, dal quale E.A.Mario non si separava mai, sul quale erano nate tante canzoni in dialetto e in lingua, note e meno note, alcune di grande successo, cantate ancora oggi in tutto il mondo, create dalla genialità di questo sensibile compositore.

 

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