No all’abbattimento del “Cubo” di Dardi. E’ la richiesta avanzata dal deputato Nicola Pellicani (Pd) in un’interrogazione, presentata ai ministri dello Sviluppo economico e per i Beni e le attività culturali, riguardante l’opera architettonica che caratterizza la stazione di servizio di Bazzera, lungo la tangenziale di Mestre in direzione Trieste. Il “Cubo” venne realizzato nel 1971 dall’ architetto Costantino Dardi con lo scopo di sostenere cartelloni pubblicitari, ma poi rimase un nudo telaio in ferro.

Con il passare degli anni, l’opera è diventata “un elemento caratterizzante del paesaggio urbano di questa parte del Nordest ed è punto di riferimento per i viaggiatori”, scrive Pellicani che riferisce come “l’Eni, proprietaria della stazione di servizio, avrebbe ipotizzato la sostituzione del ‘Cubo’ con una nuova stazione di servizio più moderna ed efficiente”. L’ipotesi della cancellazione, sottolinea il deputato Pd, “ha sollevato la protesta di automobilisti e autotrasportatori e persino l’Istituto universitario di architettura di Venezia (Iuav) ha assunto iniziative pubbliche a difesa del manufatto”.

Pellicani chiede quindi al governo “se non ritenga di adottare ogni iniziativa di competenza, in sinergia con Eni, al fine di riconoscere suddetto manufatto come bene culturale anche per il valore che ha assunto nel paesaggio e nel sentimento delle comunità di riferimento e di scongiurarne l’abbattimento”.

 

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