Dopo il voto della Commissione del Senato, che “ha scongiurato un nuovo condono edilizio a Ischia”, Italia Nostra ringrazia i Senatori della Repubblica che “hanno inteso garantire il primato della tutela del paesaggio sancito dalla Carta Costituzionale”. In una nota, Italia Nostra sottolinea come “non sarà l’ennesima sanatoria a garantire la rinascita dei territori colpiti dal terremoto e martirizzati dalla mano dell’abusivismo edilizio, che ha gravemente esposto al rischio le popolazioni locali. Il voto rende evidente l’esigenza di perseguire il corretto uso del territorio attraverso il serio programma di riqualificazione prescritto dal Piano territoriale paesaggistico dell’isola d’Ischia. L’articolo 19 subordina la legittimazione degli abusi realizzati fino al 1993 alla verifica della loro compatibilità con le primarie esigenze di salvaguardare le aree pregiate del territorio attraverso un piano urbanistico di dettaglio, che tenga conto pure delle perimetrazioni dei rischi idrogeologici dell’insediamento, salvaguardando il paesaggio e scongiurando nuove prevedibili tragedie”.

Prescindere dal rispetto dei principi tutelati dall’art 9 della Costituzione, prosegue il comunicato, “non può essere certamente oggetto del Contratto sul quale oggi si regge la maggioranza di governo”.

MARIARITA SIGNORINI

“Lo stralcio degli articoli sul condono (anche quelli sulle aree del centro Italia) – aggiunge Mariarita Signorini, presidente di Italia Nostra – potrebbe facilitare l’approvazione del Decreto Genova e finalmente dare delle risposte ad un territorio che sta aspettando da 3 mesi. Invece, il governo ha scelto di fare di un decreto specifico per Genova un ‘omnibus’ per le cose più disparate e adesso ne paga le conseguenze”.

La petizione lanciata da Italia Nostra sulla piattaforma Change.org per chiedere lo stralcio di quegli articoli dal decreto ha raggiunto ad oggi 63.497 firme, inviate al Presidente della Camera Roberto Fico e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Ringraziamo tutti i firmatari e continueremo a premere sul Parlamento per ottenere lo stralcio definitivo”, conclude Signorini.

 

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