Nuova tornata di audizioni in commissione Cultura del Senato in merito all’indagine conoscitiva in materia di Fondo unico per lo spettacolo (Fus). La 7a commissione ha ascoltato Michele Gentile, presidente dell’Associazione delle imprese stabili di produzione (Isp), Gimmi Basilotta, presidente dell’Associazione nazionale delle compagnie e delle residenze di innovazione teatrale (Ancrit), Ruggero Sintoni, presidente dell’Associazione nazionale teatri stabili d’arte contemporanea (Antac) e infine Fabio Naggi, vicepresidente dell’Associazione teatro ragazzi (Astra).

GENTILE (ISP)

“La nostra richiesta è quella di uscire dalla contribuzione diretta e passare a quella indiretta, cioè al Tax credit che è stato lo strumento che ha salvato il cinema italiano”. Così Michele Gentile, presidente dell’Associazione delle imprese stabili di produzione, che ha aggiunto: “Senza questo passaggio le nostre attività sono a rischio, c’è difficoltà ad accedere ai crediti e ci sono ritardi nei pagamenti delle recite svolte. L’auspicio è che la politica individui la strada che permetta alle nostre imprese di andare avanti, in caso contrario nel giro di un anno e mezzo rischiamo di dover chiudere”.

BASILOTTA (ANCRIT)

“Il Fus garantisce ai cittadini un’equa fruizione dello spettacolo del vivo, non è una prebenda data a soggetti privilegiati anche se recentemente abbiamo assistito a questo rischio”. Lo ha detto nel corso del suo intervento Gimmi Basilotta, presidente dell’Associazione nazionale delle compagnie e delle residenze di innovazione teatrale. Il Fondo unico per lo spettacolo, ha aggiunto “è un atto di democrazia, crea attenzione sociale ai nostri cittadini ed è stato importante per scardinare rendite di posizione”. Ma, ha osservato il presidente di Ancrit, “ci sono anche delle criticità che ne minano efficacia: ad esempio, riguardo al ruolo e alle funzioni che vengono attribuite alle imprese di produzione, sono escluse la formazione e la programmazione”. Per Basilotta è quindi necessario “ragionare nuovamente per creare un sistema virtuoso che metta in campo la distribuzione nei circuiti” in modo da “costruire un sistema sinergico che vada a vantaggio dei cittadini”.

SINTONI (ANTAC)

“Il Fus è fondamentale perché non facciamo solo teatro commerciale ma di innovazione e per la gioventù”. Lo ha ricordato Ruggero Sintoni, presidente dell’Associazione nazionale teatri stabili d’arte contemporanea. “Siamo una start up per giovani artisti che avviamo alla professione, come è successo nel caso di Marco Paolini e Davide Enia”, ha aggiunto Sintoni che ha così concluso: “Rappresentiamo il sistema più dinamico nella stabilità del teatro italiano”.

NAGGI (ASTRA)

“Di infanzia e adolescenza si parla solo in casi di emergenza. Invece si deve interloquire con un pezzo fondamentale della società, cioè le giovani generazioni”. Lo ha evidenziato Fabio Naggi, vicepresidente dell’Associazione teatro ragazzi. “Il nostro pubblico è composto da bambini dai sei mesi in su -ha proseguito-, sono già oggi spettatori ma sono soprattutto parte viva della società e portatori di pensiero”. Il vicepresidente di Astra ha rimarcato come “la nostra attività non sia secondaria, è una missione culturale che si traduce in impresa”. Riguardo al Fus, Naggi ha dichiarato: “Ci sono molti aspetti critici, ma grazie al Fondo abbiamo potuto evolvere. Quello attuale è un sistema sicuramente perfettibile, però ha smosso una situazione che prima non era dinamica”.

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