Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione con il Sud ha esaminato la situazione relativa al progetto della Cooperativa la Paranza per la valorizzazione delle Catacombe di San Gennaro. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione nel 2008 ed in seguito anche da altri donatori, sta in questa fase dispiegando i suoi più significativi effetti: oltre 100 mila visitatori, importanti investimenti di manutenzione ordinaria e straordinaria per il sito, significativi effetti occupazionali ed infine il progressivo affermarsi di percorsi di inclusione e coesione sociale nel quartiere di cui è espressione la costituzione della Fondazione di Comunità di San Gennaro.

L’esperienza delle Catacombe di San Gennaro rappresenta un caso paradigmatico rispetto agli obiettivi ed alla missione della Fondazione con il Sud: da un intervento di inclusione sociale e di valorizzazione di un bene comune la leva per lo sviluppo di una comunità e di un territorio particolarmente difficile.

Il consiglio di amministrazione non può quindi che auspicare che si trovi rapidamente una soluzione che consenta di consolidare e qualificare ulteriormente il lavoro della cooperativa e l’impegno di Padre Antonio Loffredo nella fruizione del sito e nello sviluppo delle attività socio economiche nel quartiere. Per questo motivo il consiglio di amministrazione esprime forti perplessità per il ritardo nell’insediamento del gruppo di lavoro, da tempo annunciato, per la definizione della nuova convenzione tra la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e la Cooperativa La Paranza.

Il consiglio di amministrazione delega il presidente a seguire attentamente l’evoluzione della situazione e ad assicurare la disponibilità della Fondazione con il Sud nel favorire il superamento dell’attuale fase di stallo.

LA VICENDA

La Commissione Pontificia di Archeologia Sacra ha rivendicato il 50 per cento degli incassi delle Catacombe di San Gennaro di Napoli, che da alcuni anni sono affidate alla gestione di una cooperativa di giovani del Rione Sanità di Napoli.

Su change.org oltre 116mila persone hanno firmato una petizione indirizzata a Papa Francesco affinché la Commissione Pontificia di Archeologia Sacra “sappia rivedere le proprie richieste, riconoscendo il valore sociale e simbolico della rinascita delle Catacombe di San Gennaro e quindi del Rione Sanità. Siamo sicuri che, anche nel rispetto delle regole del Vaticano, si possano trovare soluzioni idonee a garantire il prosieguo di questa straordinaria esperienza che è innanzitutto sociale ed umana”.

LA STORIA

Nella lettera indirizzata al Pontefice si ripercorre la storia delle Catacombe di san Gennaro. “Fino al 2008, quel sito era fortemente dimesso, degradato e scarsamente fruibile. Tant’è che gli scarsi 5 mila visitatori annui erano costretti a concordare la data della visita con gli uffici dell’ispettorato per le catacombe della Campania della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Per queste ragioni, un piccolo gruppo di giovani del Rione Sanità, sulla spinta del parroco Padre Antonio Loffredo, decise di riunirsi in una cooperativa sociale e di richiedere l’affidamento delle Catacombe con l’obiettivo di riqualificarle ed aprirle al grande pubblico”.

“Predisposero un progetto che convinse alcuni soggetti privati, prima di tutti Fondazione con il Sud, a sostenere un investimento iniziale di 500 mila euro, risorse destinate alla realizzazione di un moderno impianto di illuminazione, alla ristrutturazione dei locali della biglietteria, all’abbattimento delle barriere architettoniche e soprattutto alla loro stessa formazione. In pochi mesi diedero nuova vita a quel sito dimenticato, si appropriarono della sua storia ed impararono l’inglese ed il francese per poter condurre anche visite guidate di clienti internazionali”.

Anno dopo anno i visitatori sono enormemente cresciuti. Dai 5 mila del 2008, siamo arrivati ai 100 mila nel 2017 e saranno circa 150 mila nel 2018, collocando le Catacombe di San Gennaro tra i monumenti più visitati di Napoli. Grazie agli incassi della biglietteria, la cooperativa dà oggi lavoro a 50 giovani, tra i quali anche alcuni con trascorsi difficili, e produce le risorse necessarie per garantire al sito una adeguata manutenzione ed un costante flusso di investimenti in restauri e migliorie che in questi anni hanno superato l’incredibile cifra di 2 milioni di euro.

Le Catacombe di San Gennaro “sono innanzitutto patrimonio del Rione Sanità, che in quel luogo affonda la sua storia ma anche le radici del suo futuro. L’esperienza delle Catacombe ha interrotto l’isolamento culturale del quartiere che durava da secoli e ha generato straordinarie ricadute economiche e sociali per tutti i suoi abitanti, ai quali è offerta una concreta prospettiva di Comunità. E’ per tutte queste ragioni che le richieste economiche della Commissione Pontificia non possono essere condivise, quanto meno nell’entità, perché determinerebbero la fine di questa straordinaria esperienza”.

 

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