Leonardo, Vinci, Chiesa di Santa Croce, 2008

L’Europa di oggi attraversa momenti di profonde incertezze, paure e rischi legati ai nazionalismi e alle chiusure verso ‘l’altro’. La cultura, con la sua forza morale e di sviluppo economico e sociale, può ridare passione al Vecchio Continente. E, come avvenne nel Rinascimento, riconsegnare fiducia e speranza ai cittadini, alle imprese, alle istituzioni e ai territori. Luca Jahier, presidente del Consiglio economico e sociale europeo (Cese), in un’intervista con AgCult richiama il motto alla base della sua presidenza “rEUnaissance”, un ‘gioco di parole’ che ruota intorno a due concetti, fondendoli: Europa e renaissance. Ma non si tratta solo di uno slogan, anzi.

IL RINASCIMENTO

“Sono convinto che il ciclo storico che stiamo vivendo sia assimilabile a un ciclo straordinario che fu il Medioevo, che non fu certo un tempo di secoli bui, ma di creatività e genialità”, spiega Jahier. Quel tempo, infatti, ricorda il presidente del Cese, “si compì e si entrò in un periodo di smarrimento, di fatica e di transizione, come si può definire quello attuale. E quel tempo, prendendo la traccia dell’Umanesimo – che era stata la cifra del Medioevo che aveva fatto la sintesi tra le radici greco, latine, giudaiche e cristiane -, la rinnova”.

Ma invece di “finire in un disastro, il Rinascimento – nato in Toscana e principalmente a Firenze – riscoprendo la cultura classica e una fiducia straordinaria nel potere della scienza, diede una spinta di uscita positiva e rigenerò completamente una nuova fase della storia. Grazie poi al ruolo di due attori fondamentali dell’epoca – banchieri e mercanti – questo fenomeno che sarebbe rimasto circoscritto alla Toscana si espanse in tutta Europa, contaminando altre culture, da cui ne fu pure contaminato. Da qui si aprirono due secoli di rinnovamento che traghettarono l’Europa nel tempo moderno rigenerando anche i sistemi di governance. il Rinascimento fu un’operazione complessiva che coinvolse la filosofia, le arti, la cultura, il modo di organizzare gli spazi della vita e del lavoro, la proiezione con fiducia verso l’oltre e verso l’altro. Fu un tempo di esplosione di civiltà”.

IL NOSTRO TEMPO

Secondo Jahier, il tempo che stiamo vivendo ha delle forti somiglianze con quel periodo. “Un ciclo storico si è compiuto con straordinarie realizzazioni e c’è un rischio che si rientri un periodo di secoli bui come ci indicano il risorgere dei nazionalismi, delle chiusure, delle paure, la denuncia degli accordi internazionali, della trasformazione tecnologica che spaventa. Per l’Europa riguardare alla forza del Rinascimento può essere importante. E la cultura può essere una leva straordinaria nell’Europa di oggi”.

RIDARE PASSIONE ALL’EUROPA

Ed è infatti proprio la cultura a caratterizzare profondamente l’identità del nostro continente. “Salvo quando è stata utilizzata dagli estremismi – spiega il presidente del Cese -, è di per sé luogo di sintesi, di incontro, di meticciato, di generazione di innovazione, di apertura a ciò che è diverso. La riscoperta di questa forza generatrice che la cultura porta con sé può essere una leva enorme per ridare passione all’Europa”.

“Come affronterà l’Europa un’enorme sfida tecnologica? Saprà, come nel Rinascimento, guardare con fiducia, speranza e coraggio a queste innovazioni scientifiche gestendole e mettendole al servizio di una nuova fase?”, si chiede Jahier che prosegue: “L’Europa ha bisogno di ripartire dalla forza delle sue componenti vive, dall’Europa che lavora e che è vitale. Ed è un’Europa che è chiamata anche a rinnovare i suoi strumenti di governo”.

LA CULTURA

L’Europa ha bisogno di questo e, probabilmente, deve guardare alla ricchezza di quel periodo come esempio di una risposta ambiziosa. “La cultura può essere uno dei grandissimi bacini e di riserve di energie, non solo in termini di pensiero e di contenuto, ma anche di effetti pratici. La cultura è oggi una delle principali leve di creazione di impresa, di lavoro e di riconversione di interi territori”.

Torino, ricorda Jahier parlando della sua città, ne è un esempio: “È stata la capitale dell’industria e oggi è una città che vive di turismo, cultura e congressi. La cultura è il soft power che rappresenta una delle chiavi fondamentali per le relazioni internazionali del futuro. Ha una potenza enorme evocativa in termini di narrazione per contrastare le visioni negative e di violenza che ci vengono spesso proposte, ma al tempo stesso genera processi di ‘struttura’, come fu il Rinascimento. Oggi potrebbe essere lo stesso”.

LEONARDO DA VINCI

Se c’è una persona che incarnò nel modo più straordinario le due correnti originali del Rinascimento, l’arte e la scienza, fu proprio Leonardo da Vinci. “Fu una sintesi straordinaria – sottolinea Jahier -. L’occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo, in questo momento in cui ci apprestiamo ad andare verso le elezioni europee che rappresentano un passaggio politicamente rilevante, è un’opportunità per riscoprire attraverso la sua opera come concretamente la cultura e uno sguardo positivo, curioso, creativo verso la scienza sia diventato generatrice di futuro”.

Ispirato da un valore del Rinascimento, quello dell’esplorazione e della scoperta, il presidente del Cese ha in programma di viaggiare in diversi paesi europei con il progetto Leonardo. L’interazione tra l’arte di Da Vinci e l’arte locale, coniugata a scienza e innovazione, creerà una #FutureofEurope story – una nuova storia per il Futuro dell’Europa. Il progetto “Leonardo” è l’espressione tangibile dello slogan della presidenza di Jahier: “rEUnascimento” è infatti strettamente legato ad una delle priorità del suo mandato, la cultura.

IN VIAGGIO PER L’EUROPA

È per questo che è stata avviata una collaborazione con “Le mostre impossibili”, un’iniziativa che – attraverso la creazione di copie digitali perfette dei grandi artisti del Rinascimento – ha dato avvio ad un nuovo genere di museo destinato non solo a coloro che amano l’arte, ma anche a quel vasto pubblico di persone che non frequenta abitualmente i musei e in particolare ai giovani che sono attratti dalle nuove tecnologie: un’istanza di democrazia culturale.

L’idea del Cese, spiega Jahier, è quella di organizzare un itinerario in giro per l’Europa, mettendo insieme le 5 o 6 grandi opere di ogni paese europeo e costruendo intorno a Leonardo “una sorta di rappresentazione della molteplicità, della ricchezza e della vitalità delle culture europee e magari far sì che riesca anche a ispirare i capi di Stato e le elezioni europee stesse. La cultura oggi può far alzare lo sguardo e dare passione e speranze in un tempo che chiede e ha bisogno di questo”.

LE MOSTRE IMPOSSIBILI

Luca Jahier è convinto, infatti, che anche oggi ci siano tanti Leonardo. “Tra questi anche Renato Parascandalo (ideatore delle Mostre Impossibili, ndr) che, con la sua attività, avrebbe fatto la gioia di Leonardo. Rimette insieme opere di una bellezza straordinaria attraverso una curiosità e una fiducia nelle tecnologie digitali. Ha inventato un metodo di riproduzione digitale di opere che le rende accessibili a un pubblico vastissimo esponendo opere che mai sarebbero potute stare insieme. Le diffonde e permette al pubblico di interagire con le opere stesse”. È una conferma del fatto che “Leonardo sa ancora ispirare nel tempo moderno. Anche attraverso l’opera di quest’uomo che – conclude Jahier – ha creato nuova bellezza e nuova proiezione (anche economica) verso il futuro”.

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