“Il turismo lento è il più veloce che esista” perché mentre “il turismo veloce consiste nel viaggiare in fretta per arrivare il prima possibile nel luogo della vacanza, con il turismo lento quando si parte si è già in vacanza e si annullano i tempi di viaggio”. A parlare è Vito Consoli, alla guida della direzione Capitale naturale, Parchi e Aree protette della Regione Lazio, a margine del meeting della Board nazionale degli itinerari, che si è svolto a Roma nell’ambito di All Routes lead to Rome.

PER UN TURISMO SOSTENIBILE

“Per noi il turismo lento è molto importante dal punto di vista ambientale – spiega Consoli ad AgCult -. Avere più fruitori delle aree protette significa far innamorare più gente possibile e quindi avere più alleati nella tutela”. Significa, inoltre, secondo il direttore Parchi e Aree protette del Lazio, “promuovere forme di sviluppo socio-economico in zone spesso depresse come lo sono aree interne”. Ma vuol dire anche qualcosa di più: “Partecipare a una grande famiglia”, fatta di “persone che stanno cercando di sviluppare un turismo diverso da quello a cui siamo abituati”, prosegue Consoli. Senza dimenticare che si tratta di un tipo di turismo “in sviluppo e in crescita in tutto il mondo – sottolinea Consoli -. Quando parliamo di sostenibilità parliamo anche di sostenibilità economica e questo tipo di turismo si presta molto a questa economia”.

IL CAMMINO NATURALE DEI PARCHI

La direzione regionale che Consoli guida “si occupa di ambiente, della parte che riguarda il capitale naturale e in particolare le aeree protette intese in senso ampio. Seguiamo, coordiniamo e sviluppiamo con loro programmi e progetti di sistema”. Consoli si dice “orgoglioso”, in particolare, di “un progetto di sistema a cui hanno lavorato tante aree protette”. Si tratta del Cammino naturale dei Parchi, che parte da Roma, passa per i Castelli Romani, va verso i Monti Simbruini, tocca le zone terremotate (tra cui Accumuli e Amatrice) e finisce all’Aquila. “si tratta di circa 430 km di sentiero segnalato e geo-referenziato che può essere percorso in tante tappe – continua Consoli -. Faccio questo esempio perché mi piace l’idea che i parchi siano dei ‘nodi’. Il sentiero passa anche fuori dai parchi: si approfitta così delle aree protette per mettere in rete le montagne del Lazio e in parte quelle dell’Abruzzo”.

SENTIERI E MANIFESTAZIONI

Ci sono poi altri sentieri che il direttore Parchi e Aree protette del Lazioricorda, come la via dei Lupi, che da Tivoli arriva fino a San Donato in Val Comino, versante laziale del Parco d’Abruzzo. “All’interno delle singole aree protette c’è una fitta rete sentieristica che faticosamente teniamo in piedi – spiega Consoli -. Si tratta non solo di tracciarla”. Tra le ultime novità c’è il Bike tour dei Monti Simbruini, un anello di 112 chilometri da percorrere in bici. Consoli ricorda infine le manifestazioni che vengono organizzate intorno a questi sentieri, come il gran trail (gara di corsa in montagna) e il winter trail dei Monti Simbruini.

 

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