Dieci giorni, 72 organizzazioni attive nell’organizzazione di 40 eventi in 28 location diverse, con 16 convegni e seminari che hanno alternato gli interventi di oltre 100 esperti, rappresentanti istituzionali, enti e fondazioni culturali, del terzo settore, delle università, delle scuole e della società civile. Sono i numeri di All Routes lead to Rome – il meeting annuale degli itinerari, delle rotte, dei cammini e delle ciclovie – che si è appena concluso a Roma. I dati confermano che questa terza edizione “è senza alcun dubbio l’edizione della maturità”, afferma ad AgCult Federico Massimo Ceschin, segretario generale della rete di cooperazione internazionale Cammini d’Europa, che promuove l’evento.

QUALCOSA STA CAMBIANDO…

Questa terza edizione “lascia in tutti noi la certezza che stiano cambiando orientamenti culturali e politiche pubbliche – sottolinea Ceschin -: dopo l’Anno dei Cammini che ha disegnato l’Atlante, il varo del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche ne è il segno più tangibile, con investimenti europei e del ministero delle Infrastrutture che supereranno i 360 milioni di euro entro il 2024”. Ma c’è qualcosa che va oltre gli investimenti. “E’ la percezione – secondo il segretario generale di Cammini d’Europa – che si sia diffusa tra gli amministratori la sensibilità necessaria a comprendere che la sostenibilità dell’approccio turistico è una leva fondamentale per contrastare i fenomeni di overtourism che colpiscono le coste in estate e aggrediscono le città d’arte ponendole a rischio di smarrire definitivamente la propria identità, come già accaduto nella ‘mia’ Venezia”.

MOBILITA’ DOLCE: UNA RISERVA DI VALORE

“La dicotomia che ha sempre visto sovrapporsi (e persino contrapporsi) l’offerta turistica del Lazio con Roma, della Toscana con Firenze, della Campania con Napoli, del Veneto con Venezia, ecc., sta lasciando il passo”. Va diffondendosi, invece, “la consapevolezza – spiega Ceschin – che le aree interne e i siti considerati ‘minori’ siano una grande opportunità anche per le località e gli attrattori maggiormente celebrati”. Una “nuova alleanza è dunque ora possibile – afferma ancora Ceschin -. E la mobilità dolce, quando si muove lungo i percorsi narrativi della storia, della cultura e delle tradizioni, è una risorsa pressoché illimitata. Un’enorme riserva di valore per le comunità locali e per gli italiani di oggi e di domani”.

IL SUCCESSO DELLE ATTIVITA’ OUTDOOR

Tornando alla terza edizione di All Routes lead to Rome, “il partenariato ha superato i 100 aderenti”, continua Ceschin puntando l’attenzione anche sulle “altrettanto significative attività outdoor. Attività che – quando non minacciate dal meteo avverso – hanno coinvolto migliaia di persone a camminare e pedalare nel patrimonio ambientale e culturale, da Ostia antica ai Castelli Romani, con aperture straordinarie, visite guidate e degustazioni. Un successo che ha sorpreso anche noi, considerando che alcuni eventi hanno registrato oltre 500 partecipanti”.

LA DIMENSIONE MEDITERRANEA DEL MEETING

Tra i Paesi presenti a questa edizione, “oltre la splendida presenza russa, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia, rafforzando la dimensione mediterranea del meeting – continua Ceschin -. Tra le Regioni italiane, oltre il Lazio, presenti Puglia, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto. Sono personalmente molto felice anche delle significative presenze del mondo sportivo e associativo da tutto l’Appennino, segno che il lavoro svolto per restituire centralità alle aree interne va nella direzione giusta”.

LE NOVITA’ DELLA PROSSIMA EDIZIONE

Conclusa la terza edizione di All Routes lead to Rome, già si pensa al prossimo anno e alle “sorprese” che attendono il meeting. “Credo che gli ingredienti siano gioia e stupore – chiosa il segretario generale di Cammini d’Europa -. La quarta edizione, nel 2019, proporrà di iniziare a condividere momenti di incontro e di cammino già da settembre, in un crescendo che accompagnerà il meeting degli Itinerari, che rimarrà a metà novembre”. Aumenterà di conseguenza “il numero delle località interessate, oltre Roma e Matera, Capitale europea della Cultura. Il tema prescelto sarà di grande valore universale, che però cercheremo di declinare in attività molto concrete, nazionali e locali”. Ma le sorprese non saranno solo queste. “Stiamo immaginando che l’anno prossimo tutti gli itinerari porteranno a Roma… in un modo completamente nuovo e del tutto originale”, confida Ceschin.

NON SOLO ROMA

Non solo Roma, quindi. “Abbiamo una grande passione per l’Appennino, che non possiamo certo nascondere. Stiamo valutando – afferma Ceschin – un’ipotesi di lavoro con i Parchi e le Aree protette del Lazio e dell’Abruzzo. Ma anche una possibile attività da realizzare ad Assisi. Per altro verso, se dovessimo formulare un auspicio, speriamo di portare a maturazione alcune azioni avviate nelle meravigliose Calabria e Sardegna, oltre a Puglia e Sicilia, dove ci consideriamo già di casa, con tantissimi amici attivi nei territori”.

LE SFIDE DELLA BOARD

Nell’ambito di All Routes lead to Rome, si sviluppano i lavori della Board nazionale degli itinerari. “Gli enti e le associazioni che partecipano ai tavoli tecnici della Board hanno espresso con chiarezza quali sono le esigenze dei territori: confronto tra linee guida e buone prassi, formazione e promozione – spiega Ceschin -. Con la pubblicazione del Libro bianco si è rilanciato il percorso di definizione di standard condivisi. Cambierà veste la Scuola di Cammini, che proporrà corsi residenziali e itineranti aperti ai territori, oltre i seminari interni”. Già nei primi mesi dell’anno, infine, avverrà il lancio di due premi nazionali (Great Places to Walk e Great Places to Bike), attraverso una call pubblica che “intende riconoscere le città, i territori e le destinazioni turistiche che si saranno maggiormente distinte nella promozione del movimento a piedi e in bicicletta, con interventi infrastrutturali e culturali: sarà una grande occasione di partecipazione e di promozione”.

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