“Accogliamo con grande favore il nuovo Distretto tecnologico per i Beni culturali del Lazio. È la dimostrazione che quando si fa sistema in questo territorio, si riescono ad ottenere risultati significativi”. Stefano Fiori, Presidente Sezione Industria del Turismo e del Tempo libero – Unindustria, commenta con AgCult la nascita del Distretto tecnologico nel Lazio e sottolinea l’importanza che “all’interno del progetto ci siano le principali università della Regione, gli enti di ricerca e le associazioni di categoria”. Per queste associazioni, aggiunge Fiori, “non è importante tanto dare l’imprimatur, quanto invece riuscire ad avere il coinvolgimento più ampio possibile di tutti i soggetti del territorio. Per noi è fondamentale”. La Regione Lazio, ricorda l’esponente di Unindustria, “ha investito 6 milioni di euro, ma c’è la potenzialità di arrivare fino a 150/200 milioni. In particolare, uno degli obiettivi principali è fare formazione ad alto livello. Noi sosteniamo questo progetto perché la formazione è alla base di tutto”.

IL DTC LAZIO

Il DTC, presentato un mese fa alla Sapienza di Roma, porterà con sé tante ricadute per la crescita e lo sviluppo del Lazio. Lo scopo è rafforzare la competitività delle filiere del settore e restituire competitività all’intero territorio regionale.

I progetti di ricerca che prenderanno vita grazie al Centro riguarderanno le tecnologie più innovative per il miglioramento della sicurezza e la ricostruzione dei centri storici in area sismica, per la fruizione e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali della regione Lazio, per la conservazione e il restauro dei beni culturali del territorio. Saranno inoltre previsti corsi di alta formazione, master di primo e secondo livello, corsi per l’apprendimento permanente, mooc disponibili gratuitamente, nell’ambito della gestione dei beni culturali.

Il Centro opererà, in sostanza su tre livelli: quello della formazione, quello della ricerca e quello del trasferimento tecnologico che ha evidenti connessioni con l’attività di ricerca e con le imprese che operano nel territorio.

IL DIGITALE

Formazione, ricerca e innovazione sono, quindi, i capisaldi del Distretto tecnologico. “Noi puntiamo tantissimo al digitale – aggiunge Fiori parlando a margine del convegno organizzato dall’Associazione Civita sulle innovazioni, le tendenze e le strategie nel turismo applicate ai territori italiani -. L’innovazione e il digitale rappresentano un’opportunità enorme soprattutto per i piccoli territori. Territori che vanno aiutati a fare sistema perché molto spesso si allontanano per la scarsità di risorse economiche disponibili”.

IL TURISMO

E oggi il territorio regionale trova nella cultura e nel turismo un’occasione di rigenerazione e cambiamento. “I turisti vogliono andare nei territori e vivere le stesse esperienze che vivono i residenti”. Quello che nel mondo sta diventando quasi un marchio: ‘il vivere all’italiana’. “Da questo punto di vista, una grande opportunità è rappresentata dall’enogastronomia. Ormai quasi tutti i turisti che arrivano in Italia scelgono le nostre destinazioni perché possono provare un’esperienza enogastronomica”.

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