“La riforma Ue del Copyright può e deve essere migliorata perché la nuova direttiva votata a settembre resta ambigua e pericolosa, così come lo era il testo bocciato a luglio. Su questo il governo italiano continuerà a dare battaglia in sede di negoziato europeo”. Così Gianluca Vacca, sottosegretario ai beni culturali con delega sul diritto d’autore, commentando alcune indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbero state superate le resistenze del Movimento 5 Stelle in merito alla riforma europea sul copyright.

“Nessuno disconosce l’importanza del diritto d’autore e la necessità che esso venga adeguatamente tutelato – continua – ma la strada scelta è sbagliata. Il nodo sono sempre gli articoli 11 e 13, che continuano ad essere una minaccia al diritto di condividere liberamente l’informazione, alla libertà di espressione in rete. Se la riforma venisse approvata senza le opportune modifiche, a trarne vantaggio sarebbero soprattutto i colossi del web e le grosse testate d’informazione, a scapito dei creatori più piccoli e dei cittadini. Serve una riforma al passo coi tempi – conclude Vacca – non una che impone notevoli restrizioni andando a colpire non solo agli utenti ma anche gli stessi autori”.

VITO CRIMI: UNA FAKE NEWS

“Oggi sulle pagine del Quotidiano Nazionale è apparso un articolo fondato su una autentica fake news. Già il titolo ‘Copyright, Ue pronta all’accordo, superate le resistenze dei 5 Stelle’ è una grande inesattezza. Non è affatto vero che sono superate le nostre resistenze. Noi teniamo ferma la nostra posizione sul diritto d’autore e lo facciamo anche nel dialogo in corso con la Commissione e con il Consiglio europeo”. Così, in una nota, il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi. “Grazie all’impegno del Movimento 5 Stelle – aggiunge – la mediazione sta andando avanti e il testo verrà migliorato. E’ del tutto falso che noi siamo contro ‘ogni forma di tutela del diritto d’autore’: noi siamo contrari agli articoli 11 e 13 che, viceversa, ammazzano la tutela dei diritto d’autore. Quindi l’esatto contrario. Gli unici a trarre beneficio da questa proposta sarebbero i grandi editori, i piccoli invece ne uscirebbero a pezzi, come già avvenuto in altri paesi. Noi vogliamo la tutela del diritto di tutti gli autori e per questo continuiamo a batterci e otterremo un bel risultato”.

 

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