“Il Parco dell’Appia Antica è una cosa unica, senza confini fisici, dove abbiamo solo la possibilità di mantenere una memoria storica fantastica e unica al mondo”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, in un video messaggio inviato in occasione della presentazione a Roma di “Un piano per l’Appia Antica”. Presenti, tra gli altri, Rita Paris, direttrice del Parco Archeologico dell’Appia Antica (salutata con una lunga e sentita standing ovation al termine del suo intervento), e Francesco Moschini, segretario generale dell’Accademia di San Luca.

Il Parco, ha spiegato Bonisoli, “è qualcosa di cui essere orgogliosi e che dobbiamo tenere sotto cura e tutela. Mi piacerebbe che i confini del Parco statale possano coincidere con quelli del Parco regionale”. Il titolare del Collegio Romano sottolinea quindi che la dotazione finanziaria del Parco “non è sufficiente: il Parco deve rimanere gratuito e dall’anno prossimo metteremo le mani su questo aspetto”.

IL PIANO

Il Piano mira a definire un “Patto per l’Appia”, affinché le diverse istituzioni operino con la chiarezza dei ruoli, evitando sovrapposizioni antieconomiche e fuorvianti nel raggiungimento di obiettivi comuni e utili per una corretta conservazione, valorizzazione e fruizione dei caratteri distintivi del complesso storico, archeologico e paesaggistico qual è la via Appia Antica.

Il Piano, ha sottolineato la Paris, ha lo scopo di “raccogliere le molteplicità di siti e spazi in un contenitore istituzionale unitario o quanto meno coerente; costruire una spina dorsale strategica dell’intero comprensorio dell’Appia Antica, aggregando in modo funzionale percorsi e accessi; realizzare un programma complessivo che copra un ventaglio eclettico di discipline e attragga la comunità residente, e i visitatori esterni, verso forme di fruizione morbida e intensa”.

“In questo modo – ha aggiunto la Paris – si può non soltanto restituire la via Appia Antica alla città di Roma e alla sua area metropolitana, ma si può anche rendere questo sito unico e versatile, un hub cosmopolita di attività che vadano dalla ricerca scientifica alla socializzazione ludica: un laboratorio di mondi possibili. La realtà attuale non può contemplare il rimpianto verso una condizione passata, dei paesaggi immortalati nelle foto storiche, ma deve comunque mirare a restituire all’Appia la dignità della propria unicità che deve trovare soluzioni insieme alla città”.

 

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