Una via d’Europa che unisca i valori dell’identità, della cultura e dell’animo europeo attraverso itinerari fisici (i cammini di Francesco) e virtuali (la rete delle antiche università europee) al fine di promuovere processi di ricerca e di percorribilità ideale, accademica e reale sui valori fondanti del sapere, che costituiscono il patrimonio comune della cultura europea. È il progetto “Itinerario europeo del sapere – i Cammini di Francesco” presentato nella sede della rappresentanza del Parlamento europeo a Roma. Silvia Costa, eurodeputata del Partito democratico, ha incoraggiato e accompagnato la presentazione al Consiglio d’Europa lo scorso settembre della candidatura del progetto per il riconoscimento come itinerario europeo del Coe.

Perché Silvia Costa ha incoraggiato un progetto che nasce dalla spiritualità e dalla cultura francescana integrando i cammini storici percorsi da Francesco in Italia e in Egitto con la rete delle Università fondate dal francescanesimo in Europa? “E’ il primo progetto che mette in risalto il ruolo della conoscenza, della ricerca e quindi delle università – spiega l’europarlamentare ad AgCult – nella costruzione dei valori fondanti l’Europa; il lavoro, i diritti umani, il dialogo tra scienza e fede, il progresso umano, l’economia sostenibile, l’ecologia e la pace”.

LA CULTURA NELLA COSTRUZIONE DELL’EUROPA

In particolare, prosegue Costa, è messo in risalto il ruolo del pensiero francescano che si è sviluppato e diffuso dalle più importanti università in tutti i paesi europei. “L’adesione crescente di molte università statali ed ecclesiali italiane e di altri Paesi, tra quelle individuate, insieme all’Istituto scientifico di Assisi è una conferma di aver centrato un tema fondamentale: il ruolo della cultura, del dialogo interculturale e dell’educazione nella costruzione di una Europa più vicina ai suoi valori fondanti”.

Le adesioni ricevute ad oggi in campo accademico sono di assoluto rilievo e coprono dalle università statali quali La Sapienza, l’università di Siviglia e Budapest alle Università Pontificie quali la Lateranense attraverso l’Istituto Teologico di Assisi e l’Istituto di Scienze Religiose.

Questo progetto può rappresentare l’ideale prosecuzione dell’anno che si sta per concludere. “Abbiamo infatti fortemente voluto che proprio il 2018 fosse indicato come Anno europeo del Patrimonio Culturale, patrimonio del quale a pieno titolo fanno parte fondante le università”.

Numerosi patrocini sono stati concessi al progetto tra cui, solo per citare i più rilevanti, quello del Pontificio Consiglio della Cultura, del Patriarcato di Gerusalemme, dell’Ordine Francescano secolare internazionale e delle Regioni Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio. “Stanno a dimostrare – aggiunge Costa – un’attenzione e un interesse molto vivo per l’iniziativa. E’un itinerario che ha nella figura di Francesco il suo fulcro centrale, fisico e simbolico. Francesco, patrono europeo dell’ecologia da 40 anni, rappresenta uno spartiacque di riflessione e di pensiero sui temi attualissimi dell’ecologia integrale, quella richiamata nella Enciclica “Laudato si“ e divenuta asse portante dell’Agenda ONU 2030”.

ALLARGARE IL PROGETTO

Quello di Francesco, poi, è “un cammino che coinvolge anche la sponda sud del Mediterraneo, in particolare la Terra Santa, che ha un alto significato per il Consiglio d’Europa”.

Il prossimo coinvolgimento e approfondimento sia dal punto di vista universitario (si stanno avviando contatti con alcune università egiziane, palestinesi e israeliane), che turistico e artistico, rappresenta la volontà di dialogo che è nel dna del progetto. Continuerò a seguire da vicino questo progetto che con l’evento di oggi è stato messo all’attenzione di tutti”.

I PROSSIMI PASSI

Ora, dopo la consegna del progetto all’Istituto del Lussemburgo (il percorso è ancora lungo e si spera di concludersi entro l’autunno del 2019), “si deve procedere nella integrazione di quelle Azioni e progettualità che diano corpo alla grande intuizione di questo progetto”. La dimensione europea del progetto e della sua programmazione integrata diventano quindi la sfida principale.

 

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