Potenziare l’Art Bonus e implementare il Piano cultura 4.0, ma anche rendere strutturale il Bonus cultura e prevedere misure per le imprese culturali e creative. Sono alcune delle proposte per il settore cultura contenute nella mozione di Anna Ascani (capogruppo Pd in commissione Cultura) e Roberto Giachetti, in corsa per la segreteria del Partito democratico. “La cultura – spiegano i parlamentari dem – è prima di tutto un diritto fondamentale dei cittadini: da questo principio discende la responsabilità pubblica di favorirne lo sviluppo e la diffusione e, insieme, di garantire a tutti l’accesso al nostro patrimonio e alla produzione culturale. La cultura è anche un potentissimo catalizzatore di energie che uniscono il Paese, i suoi territori, le sue imprese e le sue comunità, nella missione della qualità, della bellezza, dell’innovazione. La cultura è infatti il più alto elemento di identità di un paese, a maggior ragione del nostro”.

I PROVVEDIMENTI MESSI IN CAMPO DAL PD

“La cultura negli ultimi cinque anni è tornata al centro dell’azione di governo e ha generato crescita e posti di lavoro”, evidenziano la Ascani e Giachetti. “Inutile dire che i primi passi del governo sfascista sono tutti rivolti all’indietro: tagli, tagli e ancora tagli. Noi abbiamo favorito creazione del sistema museale nazionale (e il conseguente boom di visitatori – +30% – e degli incassi – +53%), le assunzioni, la riforma dello spettacolo dal vivo, l’ArtBonus, l’investimento sulla domanda di cultura dei più giovani (con 18App, che questo governo mira a cancellare), quello su librerie e lettura, la legge sul cinema ed il riconoscimento del tax credit alle imprese culturali e creative sono solo alcuni tra i provvedimenti messi in campo dal Pd”.

AUMENTARE VISIBILITÀ DI TUTTO IL NOSTRO PATRIMONIO

“Il ruolo dell’Italia è tornato centrale in Europa e nel mondo, anche grazie alle eccellenze nella tutela del patrimonio (dai caschi blu della cultura alle missioni di restauro nelle zone a rischio) e al primo G7 nella storia dedicato a questi temi. La produzione culturale assume i caratteri di un nuovo modo di fare cittadinanza, attraverso progetti di rigenerazione urbana e territoriale: dobbiamo rafforzare il senso di appartenenza identitaria, attivare le città nella creazione di valore economico e sociale attraverso la cultura e la creatività, aumentare ulteriormente la visibilità, il racconto e la reputazione del nostro patrimonio, tutto, non solo quello più noto. Il rammendo delle periferie si fa anche e soprattutto attraverso la cultura”, sottolineano i due parlamentari.

POTENZIARE L’ARTBONUS

“Occorre finanziare la messa in sicurezza del patrimonio culturale oltre l’emergenza, perché la fragilità intrinseca del nostro paese riguarda tantissimi comuni italiani e ricade inesorabilmente sui beni culturali. Vogliamo promuovere la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sul territorio, potenziando ArtBonus con nuovi meccanismi di crowdfunding, incentivando e semplificando micro-donazioni di cittadini e turisti grazie all’uso di nuove tecnologie”.

CULTURA E LAVORO

Tra i punti della mozione anche l’accesso al lavoro nel settore culturale. “Cultura significa anche lavoro e sviluppo”, spiegano. “Creare lavoro creativo ad alto valore aggiunto vuol dire coniugare al futuro il nostro patrimonio, generare un ambiente fertile all’innovazione, dare impulso e incubare nuovi modelli imprenditoriali, aumentando l’occupazione e favorendo l’accesso al lavoro nel settore culturale”.

PIANO CULTURA 4.0

“Accanto a Industria 4.0 vogliamo implementare un Piano cultura 4.0, con maxi ammortamento per le imprese culturali e creative che investono in innovazione tecnologica, con particolare attenzione alle aree ad alto tasso di abbandono scolastico e al Mezzogiorno. I nostri musei, teatri, archivi, biblioteche si possono raccontare non solo come meravigliosi contenitori, ma anche come luoghi ad alto tasso di inclusione sociale. Sono le persone a fare la differenza nella costruzione e nella tutela di tutto ciò che fa parte dell’identità italiana”.

RENDERE STRUTTURALE IL BONUS CULTURA

Ascani e Giachetti spiegano di voler rendere “strutturale” il bonus cultura per i neo-diciottenni (18App) e introdurre deduzioni fiscali fino al 19% per bambini e ragazzi tra i 5 e i 18 anni che frequentano corsi di musica e teatro.

Infine, per potenziare il soft-power italiano e favorire un rilancio del progetto di scambio europeo, “vogliamo che l’Italia sia capofila nella strutturazione di una rete dei luoghi del sapere europei – teatri, cinema, musei, siti archeologici, biblioteche, etc – che ospitino scambi per giovani studenti in alternanza, universitari o di tirocinanti in ambito culturale. È così che si formano i cittadini europei. È così che si fa l’Europa”.

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