I musei devono essere luoghi vivi, accoglienti, luoghi di conoscenza, di crescita e anche di benessere. È la convinzione di Daniela Porro, direttrice del Museo Nazionale Romano. Il Museo Nazionale Romano è un museo grande costituito da quattro sedi. L’accessibilità per la Porro è una è una sfida grande. “Il museo è un servizio al pubblico, dunque svolge una funzione sociale molto importante – spiega la direttrice in un’intervista a margine di Rome Museum Exhibition -. Quando parlo di accessibilità, parlo di fruizione totale e non solo di accessibilità nei confronti di pubblici con disabilità motorie, uditive o cognitive o di vario genere. Su questo lavoriamo molto. Ma lavoriamo molto anche per aprire il museo che appartiene a tutti e tutti devono avere questa consapevolezza”.

Il Museo Nazionale Romano lavora molto anche per coinvolgere pubblici che fino a oggi sono stati meno presenti: ad esempio, famiglie con bambini (anche bambini molto piccoli). “Abbiamo attività didattiche rivolte addirittura a bambini al di sotto dei tre anni. Lavoriamo soprattutto per aprire il museo a quella fascia di pubblico un po’ più difficile, fra i 15 anni e 25 anni. Per questo abbiamo realizzato e abbiamo programmato molte iniziative che si fondano sulla contaminazione fra l’archeologia, l’arte antica e l’arte contemporanea. L’arte antica – conclude Porro – si conosce al meglio quando è vissuta anche attraverso gli occhi e dell’arte contemporanea”.

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