“Lo scorso ottobre Luigi Di Maio assicurava che “non c’è e non ci sarà nessun taglio a Istruzione e Cultura”. Buona la teoria, pessima la pratica. Nessuna politica culturale degna di questo nome, nessuna visione né “cambiamento” emergono a riguardo dalla legge di bilancio. Solo continuità, forza di inerzia e tagli”. Lo dice il senatore Andrea Cangini, responsabile Cultura di Forza Italia.

“Il raddoppio dell’Ires per gli enti no profit metterà in ginocchio importanti istituzioni culturali del Paese. I tagli esponenziali all’editoria cartacea, fino al loro completo azzeramento previsto nel 2022, faranno a pezzi il principale strumenti di diffusione massiva del sapere. Il blocco delle assunzioni nelle università, e il congelamento di una parte consistente della relativa spesa pubblica, abbatteranno ulteriormente ogni speranza di allineamento dell’Italia alla media europea”.

“E i 4 miliardi di tagli alla scuola (meno 10% nel triennio) non faranno altro che rendere ancor più asfittico un settore già afflitto da una strutturale carenza di ossigeno. Quanto, poi, al sogno di introdurre criteri meritocratici in un mondo ipersindacalizzato, da sempre refrattario ad ogni possibile valutazione di qualità, con tutta evidenza resterà tale: un sogno, appunto. Anche in questo campo, i gialloverdi hanno tradito le promesse fatte: per il governo, cultura e istruzione sono gli ultimi dei problemi”, conclude Cangini.

 

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