“Prendo atto delle risposte del Mibac a seguito della mia interrogazione sulle sorti del Teatro di Messina. Ho chiesto al Governo quali iniziative intende adottare per completare l’opera di ristrutturazione del Teatro, avviata ma mai portata a termine per carenza di fondi”. Lo ha dichiarato Matilde Siracusano, del Gruppo Parlamentare di Forza Italia alla Camera dei Deputati.

“Di fatto, la risposta del Ministero dei Beni Culturali precisa che per il triennio 2018/2020, il Teatro di Messina è stato ammesso ai contributi FUS, che in base al D.M. 27/07/2017 non prevede finanziamenti per opere di ristrutturazione in quanto i contributi sono esclusivamente destinati alla produzione e promozione di spettacoli. Si sottolinea che le risorse per la ristrutturazione dovrebbero essere favorite dalla collaborazione tra pubblico e privato, anche mediante erogazioni in denaro a sostegno della cultura. La nota termina con le rassicurazioni offerte dal Ministero per la collaborazione con il Teatro di Messina per il rilancio delle proprie attività”.

“È essenziale – conclude la Parlamentare – dare ossigeno a questo ente, il cui valore è spesso stato subordinato ad una gestione finanziaria pubblica poco attenta alle sue reali necessità. Apprezzo le risposte fornite dal Governo ma ribadisco che il Teatro non deve rischiare di annaspare o sopravvivere, ma vivere”.

LA RISPOSTA DEL MIBAC

Nella sua risposta, il Collegio Romano, al fine di reperire le risorse finanziarie necessarie, “ritiene utile che l’Ente regionale autonomo Teatro di Messina – proprietario del bene – attivi il meccanismo dell’Art Bonus” che consente a chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura di godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito imposta.

“Occorre, infatti, al fine di reperire risorse, favorire la massima collaborazione tra pubblico e privato per la cultura”, si legge nella risposta a firma del sottosegretario Gianluca Vacca.

“Oltre ai benefici fiscali, il coinvolgimento dei privati (siano essi cittadini, imprese… ) rappresenta un plusvalore: la scelta dell’opera da restaurare ha infatti un valore partecipativo e soprattutto pedagogico”.

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