Il governo si impegna ad adottare iniziative normative volte a ripristinare, nel primo provvedimento utile, gli stanziamenti per il Maxxi e la Galleria nazionale di Arte Moderna. E’ quanto prevede l’ordine del giorno presentato dalle deputate dem Flavia Piccoli Nardelli e Anna Ascani e accolto come raccomandazione nel corso della discussione della manovra alla Camera.

Il comma 620 della Legge di bilancio, ricordano, “prevede una riduzione delle risorse per il Maxxi di Roma di circa 1,5 milioni di euro”. Su questo la sindaca di Roma, Virginia Raggi, “appresa la notizia della riduzione degli stanziamenti ha dichiarato: ‘Il Maxxi insieme alla Galleria Nazionale e al Macro è protagonista sulla scena italiana ed internazionale e costituisce parte importante della vita culturale della Capitale’”.

“Secondo l’amministrazione capitolina dunque ‘il Maxxi non deve essere indebolito nella sua azione e ove ciò fosse prodotto dalla recente decisione si cercherà di stimolare il Governo ad adottare i necessari correttivi’”, concludono le deputate del Pd.

LA MISURA

Nella manovra è previsto lo stanziamento di risorse per promuovere l’arte contemporanea all’estero. Prevista una redistribuzione del Pac (Piano per l’arte contemporanea).

“Per la promozione dell’arte contemporanea italiana all’estero – si legge nel testo – è destinata quota parte delle risorse di cui all’articolo 3, comma 1, della legge 23 febbraio 2001 numero 29, pari a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e a 1 milione di euro a decorrere dall’anno 2021”.

Nei giorni scorsi i deputati Pd della commissione Cultura, Michele Anzaldi e Anna Ascani, avevano duramente criticato l’emendamento M5S perché, a loro giudizio, metterebbe a repentaglio l’esistenza del Maxxi e della Gnam. “Il governo sta per assestare un pesante colpo al sistema culturale di Roma – aveva scritto Anzaldi -. Prelevando 3 dei 4 milioni a cui ammonta il Pac, significa, di fatto, svuotare i fondi perché i due musei potranno contare solo su 500 mila euro all’anno”. Ascani aveva parlato di “un fulmine a ciel sereno” perché 500 mila euro per il Maxxi “sono una cifra del tutto insufficiente per garantirne il funzionamento e la qualità artistica e culturale”.

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