Il governo si impegna a valutare l’opportunità di intervenire con successivi provvedimenti normativi d’urgenza “al fine di definire criteri e categorie precise che si applichino ai soggetti esercenti attività d’impresa che generino ricavi esclusivamente da servizi digitali”. E’ quanto prevede un ordine del giorno a firma Federico Mollicone (Fdi) e Patrizia Marrocco (FI) accolto come raccomandazione nel corso dell’esame della manovra alla Camera.

“L’accoglimento come raccomandazione dell’ordine del giorno sulla web tax – perché venga specificato attraverso un decreto che solo ai gruppi che fanno anche servizi digitali si applichi l’imposta sui ricavi solo della parte dei servizi digitali e non del resto – è un segnale, perché la norma è stata scritta male ed è a oggi incongruente nel suo articolato”, ha commentato ad AgCult Mollicone.

Da una parte infatti, spiega, “specifica il limite del fatturato a 750 milioni, dall’altra non specifica esattamente a quale servizi si applicano i ricavi. Fratelli d’Italia, e il centrodestra, considera corretta l’imposizione di una tassa per le grandi strutture che lavorano sui servizi digitali ma questa deve essere ovviamente applicata anche ai grandi gruppi, gli over the top, che sono quelli che fanno i grandi fatturati a livello globale. Abbiamo visto dei conguagli e degli accordi ridicoli, che hanno portato con i governi Renzi e Gentiloni a far pagare qualche spicciolo ad Apple, a Google e così via. Riteniamo invece che questi gruppi debbano riconoscere all’Italia il giusto, anche se non hanno la sede fiscale nel nostro paese”, ha concluso il deputato di Fratelli d’Italia.

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