“Attualmente è in corso un tavolo tecnico” tra Campidoglio, Coni e Soprintendenza speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma, “per predisporre un Protocollo d’intesa volto alla riqualificazione estetico funzionale” dello stadio centrale del tennis al Foro Italico. Questo tavolo tecnico, i cui lavori “sono ancora in una fase preliminare”, dovrebbe “portare alla emanazione di un bando di concorso internazionale definito da apposito disciplinare per l’individuazione” di un progetto di copertura. È quanto scrive il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, rispondendo a un’interrogazione del deputato Fabio Rampelli (Fdi) presentata lo scorso 10 luglio.

L’INTERROGAZIONE DI RAMPELLI

Nell’interrogazione Rampelli chiedeva se il Mibac ritenesse opportuno intervenire per “tutelare l’equilibrio naturalistico e l’omogeneità architettonica del Parco del Foro Italico” davanti la possibilità che lo stadio del tennis venisse munito di una copertura. Un progetto, secondo Rampelli, “giustificato da inesistenti esigenze sportive” e “motivato solo da interessi commerciali e televisivi”. Anche perché lo stadio del tennis, inaugurato nel 2010 e “progettato e realizzato da soggetti rimasti coinvolti in numerose inchieste giudiziarie”, ha avuto una realizzazione, sottolineava Rampelli, “del tutto incongrua rispetto al contesto naturalistico e architettonico del Foro Italico per altezza, caratteristiche realizzative e posizionamento, tanto da apparire un vero e proprio corpo estraneo nell’armonia del Parco”.

LA RISPOSTA DEL MIBAC

“Il complesso del Foro Italico, di proprietà del Demanio dello Stato è sottoposto alla tutela monumentale con il D.M 30/01/1979 –scrive Vacca nella risposta all’interrogazione -: attualmente il gestore dell’area è la Società Coni servizi S.p.A, ente strumentale del Coni e società controllata al 100 per cento dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”. Nel 2010, ad opera del commissario straordinario ai Mondiali di nuoto svoltisi a Roma nel 2009, veniva realizzata la nuova struttura sportiva denominata “Centrale del Tennis”. Nel protocollo d’intesa era scritto che “il progetto, di alta qualità architettonica, dovrà inserirsi armonicamente nel contesto paesistico e ambientale del Foro Italico previa verifica dell’effettivo equilibrio economico dell’iniziativa”. La struttura realizzata, sottolinea Vacca, “è risultata deficitaria sia sotto il profilo architettonico che sotto il profilo funzionale in assenza della copertura mobile prevista nelle prime fasi progettuali e mai realizzata”. Da qui la creazione del tavolo tecnico tra Amministrazione comunale capitolina, Coni e Soprintendenza. Comunque sarà cura del Mibac, assicura Vacca, “tramite le proprie articolazioni periferiche, verificare l’esatta esecuzione del progetto”.

Leggi anche:

Roma, Coni e architetti firmano protocollo per concorso internazionale di riqualificazione dell’area “Parco del Foro Italico”

Architettura, al Senato proposta Fdi per recupero e valorizzazione delle città progettate durante il Ventennio

 

Articoli correlati