Il sistema dei contributi Fus va rivisto totalmente, a partire dalle “dannose” commissioni consultive, composte da “presunti esperti”, create con il decreto ministeriale del 27 luglio 2017. E’ quanto hanno sostenuto vari membri del Movimento spettacolo dal vivo intervenuti nel corso dell’audizione sul Fondo unico per lo spettacolo in commissione Cultura del Senato.

ZINGARO

“E’ inderogabile riconsiderare la materia dei contributi del Fus in una prospettiva autenticamente democratica e pluralista sottraendola a giudizi discrezionali che hanno creato un regime di concorrenza sleale”. Lo ha detto Vincenzo Zingaro, coordinatore del Movimento spettacolo dal vivo, nel corso del suo intervento.

Lo scorso 28 agosto, incontrando il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, “il Movimento – ricorda Zingaro – ha denunciato i gravi danni provocati dalle commissioni consultive create dal precedente governo che hanno azzerato oltre cento imprese storiche creando un danno occupazionale per migliaia di lavoratori”. Con il decreto ministeriale del 27 luglio 2017, infatti, “l’accesso ai contributi viene sottoposto al preventivo e insindacabile giudizio qualitativo di cosiddetti ‘esperti’ del settore che non hanno conoscenza della realtà su cui sono chiamati a esprimersi e hanno quindi hanno pieno potere di far crescere o annientare una struttura”.

Le commissioni consultive, sottolinea Zingaro, “hanno un potere spropositato, privo di controllo e fanno scelte arbitrarie” che hanno portato alla “cancellazione di realtà storiche di comprovato valore artistico”. Il lavoro, osserva il coordinatore del Movimento spettacolo dal vivo, “non può essere trattato in maniera superficiale e sconsiderata” e “concentrare il Fus nelle mani di poche strutture, lede il pluralismo culturale promosso dalla Costituzione e arreca gravi danni economici allo Stato”.

L’attuale sistema, insomma, continua Zingaro, “favorisce potentati intoccabili a danno delle piccole imprese che sono delle eccellenze e alle quali è stata impedita la crescita dei contributi ministeriali, stritolate da questa concorrenza sleale”. Per cui “serve una revisione di questo sistema alterato” afferma il coordinatore del Movimento spettacolo dal vivo che ringrazia il ministro Bonisoli e il governo “per aver percepito le enormi criticità contenute nel dm del 27 luglio 2017”.

Zingaro chiede quindi al governo “che sia ripristinata una distribuzione equa dei fondi a sostegno dello spettacolo” cominciando “con l’eliminazione dello sbarramento qualitativo attribuito alle commissioni consultive in quanto strumento arbitrario e antidemocratico”. Il fulcro della valutazione, secondo Zingaro, “deve essere la valutazione quantitativa secondo parametri oggettivi e inequivocabili. La valutazione qualitativa, invece, deve concorrere come volano per la crescita o meno di una struttura e non come una tagliola da usare a piacimento dai commissari di turno”.

SUNGANI

“L’attuale sistema del Fus ha trasformato gli artisti in imprenditori, ed è sbagliato. Perché l’artista deve essere messo in condizione di poter operare e generare la novità e l’innovazione necessaria alla crescita di un Paese”. Così, nel corso del suo intervento Mvula Alessandro Sungani, coordinatore del Movimento spettacolo dal vivo. “Io mi occupo di danza -sottolinea – e non ho mai conosciuto un commissario della commissione consultiva che nel suo curriculum abbia messo che sia esperto di danza”. L’auspicio di Sungani è che si arrivi “a interventi mirati e finalizzati alla crescita di un sistema e non alle rendite di posizione, come è oggi l’attuale Fus”.

LONGHI

Pietro Longhi, consigliere delegato del settore teatro del Movimento spettacolo dal vivo, ha invece criticato “la mattanza irreparabile creata dal precedente governo al teatro privato, frenata fortunatamente dall’attuale governo che ha riconosciuto come la riforma era sbagliata”. Evidenzia Longhi: “L’impoverimento del nostro settore passa per il depauperamento delle strutture teatrali al chiuso e all’aperto. Il teatro aveva una legge che istituiva un fondo autonomo per le ristrutturazioni, ma questa legge è stata cancellata anni fa e oggi i teatri non sono più tutelati. Anzi, si stanno trasformando a causa di fondi internazionali che trasformano questi spazi in luoghi dove si mangia e si beve e non hanno nulla a che fare con la cultura”. Conclude Longhi: “Perché il settore cinematografico ha la tax credit per le ristrutturazioni e invece il teatro è lasciato da parte? Dove andranno i giovani artisti a esibirsi e a farsi conoscere?”.

VICARI

Anche Valerio Vicari, consigliere delegato del settore musica del Movimento spettacolo dal vivo, si è soffermato sulle competenze delle commissioni. “Nella commissione musica – ha detto – su cinque soggetti solo uno è esperto di musica colta e questo influisce sulle programmazioni. La musica classica ha bisogno del sostegno finanziario pubblico perché, a differenza della musica leggera, non riesce a sopravvivere solo di mercato”. Per Vicari, quindi, “servono commissioni ad hoc separate, una per la musica classica e una per la musica popolare, in modo da evitare pericolose confusioni e allontanare il sospetto che le programmazioni siano fatte senza avere gli strumenti adatti”. Vicari auspica inoltre che “il prossimo Fus sostenga chi dà spazio e opportunità lavorative ai giovani musicisti”.

CANNITO

Sulla composizione delle commissioni è intervenuto anche Luciano Cannito, consigliere delegato settore Fondazioni lirico-sinfoniche del Movimento spettacolo dal vivo. “Le commissioni devono essere formate da persone di grande autorevolezza, effettivamente illuminate – ha spiegato -. I problemi sono causati dal fatto che i commissari che valutano la cultura sono profondamente inferiori al livello medio delle persone che questa cultura la esercitano”. Cannito ha quindi sottolineato: “Vi invitiamo a fare attenzione perché c’è un sistema che, attraverso queste commissioni, sta creando grandissime problematiche”.

ORFEI

Brevissimo invece l’intervento di Paride Orfei, consigliere delegato del settore circo e spettacolo viaggiante del Movimento spettacolo dal vivo, il quale ha dichiarato: “Noi siamo artisti e creiamo sogni alle persone. Grazie al ministro Bonisoli per non aver permesso di tagliarci le ali”.

Articoli correlati