“Ho presentato una proposta di legge per istituire un’ora settimanale di Storia della Musica negli istituti superiori come necessario complemento alla formazione di un individuo. Vogliamo partire con una sperimentazione, una sorta di progetto pilota, per poi tracciare un bilancio e valutarne l’estensione organica in tutto il territorio nazionale”. Lo annuncia il deputato Michele Nitti (M5S) che ha lanciato la sua proposta sulla piattaforma Rousseau. “Come direttore d’orchestra, ma anche come cittadino e parlamentare -afferma Nitti -, ritengo che la didattica debba prevedere percorsi capaci di guidare i ragazzi nello sviluppo e nell’apprendimento della musica attraverso l’ascolto consapevole e nuovi strumenti per apprezzare il linguaggio musicale, anche fuori dalle mura scolastiche”.

“La musica rappresenta uno dei pilastri della cultura occidentale e ha reso celebre l’Italia nel mondo intero -osserva Nitti -, quindi i nostri grandi capolavori non possono essere ignorati dalle nuove generazioni. Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini, Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini: basta citare questi pochi nomi per evocare nell’immaginario collettivo la ricchezza del nostro patrimonio musicale che non ha pari nel mondo. Eppure -evidenzia il deputato M5S -, a fronte di un passato tanto glorioso, il nostro presente sembra aver completamente rimosso la grandezza di questo patrimonio limitandone l’accesso alle nuove generazioni”.

Nel dettaglio, la pdl Nitti delega il governo ad adottare un decreto legislativo per disciplinare “l’insegnamento curricolare della Storia della Musica nei licei artistici, nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei classici, dei licei scientifici, dei licei linguistici e dei licei delle scienze umane, nel secondo biennio e nel quinto anno degli istituti tecnici a indirizzo turistico e degli istituti professionali a indirizzo grafico multimediale, in via sperimentale e in alcune istituzioni scolastiche”. Dopo un periodo “massimo di cinque anni di sperimentazione e all’esito di una positiva valutazione della stessa”, un successivo provvedimento legislativo disporrebbe “la graduale estensione dell’insegnamento di Storia della Musica ad altre istituzioni scolastiche”.

L’insegnamento della Storia della Musica nelle scuole secondarie di secondo grado, a seguito di superamento di specifiche procedure concorsuali abilitanti, viene riservato “a soggetti in possesso di uno dei seguenti titoli: diploma di laurea “LM 45 – Musicologia e beni culturali”; titolo di diploma accademico di secondo livello in ‘discipline storiche, critiche ed analitiche della musica’ rilasciato presso le istituzioni di Alta formazione artistica musicale e coreutica (Afam)”. Per quanto riguarda le coperture finanziare, la proposta di legge Nitti stabilisce che nello stato di previsione del Miur è iscritto il Fondo per la Storia della Musica nelle scuole secondarie di secondo grado “con la dotazione iniziale di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2020”.

Ma, spiega Nitti, “questa proposta di legge prevede anche un nuovo modo di intendere la pratica musicale nella scuola media”. Oggi sono previste due ore settimanali di educazione musicale, “spesso però ancora legate a metodi di insegnamento desueti -rileva il deputato M5S -, magari prediligendo l’approccio didattico con un solo strumento piuttosto che attraverso l’ascolto attivo, l’ausilio delle nuove tecnologie, o addirittura la creazione di piccoli brani”. L’obiettivo, sottolinea Nitti, è “svecchiare questo tipo di approccio didattico, rendere lo studente parte attiva del processo di creazione e sfruttare al meglio moderni software e nuove tecnologie, preziose risorse di cui dispongono oggi le nuove generazioni”.

 

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