Nel 2017 i musei, i monumenti e le aree archeologiche italiane hanno registrato oltre 119 milioni di ingressi, un’affluenza che rappresenta un record storico assoluto, con un incremento del 7,7% rispetto al 2015. I visitatori paganti sono stati 67,1 milioni (oltre la metà). Lo rileva l’Istat nel Report 2017 su “I musei, le aree archeologiche e i monumenti in Italia”.

In particolare, il pubblico risulta suddiviso in 57,8 milioni di visitatori di musei, 15,5 milioni per le aree archeologiche e 45,8 milioni per i monumenti. L’incremento maggiore riguarda i visitatori dei monumenti e delle aree archeologiche.

In generale i musei e gli istituti similari statali, che costituiscono meno del 10% del totale, richiamano da soli il 44,3% dei visitatori (più di 52,7 milioni nel 2017).

Oltre la metà del pubblico (53,8%) si concentra nei musei di tre sole regioni: Lazio (25,4%), Toscana (18,2%) e Campania (10,2%).

Il flusso medio di visitatori è quantificabile in circa 27 mila ingressi per ciascun istituto, ma le differenze territoriali sono notevoli. I valori medi più alti sono raggiunti da Lazio (oltre 87 mila ingressi per istituto), Campania (più di 63 mila) e Toscana (oltre 44 mila); gli istituti di Abruzzo, Molise e Marche non superano la soglia media di 6 mila visitatori nell’anno.

Ulteriori differenze si riscontrano fra gli istituti statali, che accolgono in media più di 111 mila ingressi, e gli istituti non statali, con un’utenza media pari a circa 17 mila visitatori.

Il grande flusso dei visitatori tende a gravitare intorno a pochi luoghi di maggiore attrazione e la distribuzione delle presenze risulta molto polarizzata sulle mete più conosciute e popolari, spesso estremamente congestionate.

Roma, Firenze, Venezia, Milano, Napoli, Torino e Pisa raccolgono, nelle loro 369 strutture museali (di cui un terzo dislocate solo nella capitale), quasi 59 milioni di visitatori, pari a poco meno della metà dell’intero pubblico museale. Le prime quattro corrispondono anche alle città italiane con la maggiore attrattività turistica, se si considera che nel 2017 hanno ospitato 23,4 milioni di turisti (pari al 38% del totale).

Nel complesso per le prime sette mete culturali si registra il rapporto di tre visitatori per ciascun turista ospitato, a fronte di una media pari a 2,3 per le prime 50 città della classifica costruita in base al numero di visitatori.

La classifica proposta evidenzia inoltre come, a fronte di comuni come Ercolano e Pompei con un’attrattività culturale in proporzione molto maggiore rispetto alla capacità di accoglienza degli esercizi turistici alberghieri ed extra-alberghieri, sussistono anche realtà locali nelle quali i flussi turistici superano di gran lunga l’affluenza dei musei e degli istituti similari, indice di un’utenza potenziale costituita da un’ampia quantità di persone che transitano e pernottano in loco, che potrebbe essere intercettata dai circuiti museali attraverso adeguate politiche di promozione culturale.

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