Le Istituzioni siano al fianco di Adsi e dei suoi associati, per elaborare politiche efficaci a tutela degli immobili vincolati privati, per diffondere la conoscenza di uno straordinario patrimonio storico-culturale presso l’opinione pubblica, e per farne un volano economico, culturale e sociale importante. Queste le richieste lanciate dal presidente dell’Associazione dimore storiche italiane, Gaddo Della Gherardesca, nel corso di un’audizione in commissione Cultura del Senato.

“Questa audizione – spiega – rappresenta un concreto ulteriore passaggio in un’opera di dialogo con le istituzioni che stiamo portando avanti con vigore. Il mondo è in fase di grandi cambiamenti e Adsi ha un duplice compito: da un lato adattarsi ed evolversi così come fa il mondo, dall’altro mettere in luce e consolidare il suo ruolo di vestale di una parte così importante del patrimonio culturale italiano, rappresentato dai beni vincolati e in generale dalle dimore storiche. I turisti cercano viaggi esperenziali e differenziazione e noi, che curiamo un patrimonio che è assolutamente distintivo rispetto al resto del mondo, abbiamo un grande onere e onore”.

BENI CULTURALI VOLANO ECONOMICO

“Confidiamo nel ruolo della commissione e del Parlamento per ricreare una rinnovata centralità delle politiche culturali nel dibattito del paese. Lavoriamo insieme in questa direzione perché ne sentiamo la necessità. Lo dobbiamo fare perché non solo è falso che con la cultura non si vive, ma anche perché i beni culturali possono essere un volano economico per il paese in combinazione con il suo potenziale di attrazione turistica. La cultura rappresenta il comparto del made in Italy che più può crescere”.

Adsi, aggiunge Della Gherardesca, “si muove in un’ottica di sistema per valorizzare le eccellenze culturali del paese e le opportunità ad esse legate, come dimostrato dalla sinergia esistente con le altre associazioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione di luoghi e beni di valore storico artistico a livello territoriale. Noi siamo il collante dei territori e delle realtà locali: più del 70 per cento delle case che fanno parte dell’Associazione sono infatti fuori dai grandi centri abitati. Noi difendiamo anche una serie di competenze e professioni che stanno sparendo”.

Il presidente dell’Adsi evidenzia quindi alcuni punti ritenuti prioritari dall’Associazione: “È nostro obiettivo affermare il ruolo del patrimonio culturale privato come parte integrante dell’identità italiana; desideriamo poi sottolineare l’importanza che i beni vincolati di proprietà privata rivestono nell’ambito delle politiche produttive e sociali del paese; segnaliamo il ruolo propulsivo che la nostra rete di dimore può svolgere in ambito culturale, turistico o economico; per noi è importante sottolineare come la proprietà di un bene vincolato porti con sé, oltre al privilegio di poter vivere in luoghi belli e ricchi di fascino, anche molti oneri, in quanto al vincolo posto dallo Stato sono connessi una serie di obblighi per il proprietario”.

ESTENDERE ART BONUS AI BENI CULTURALI PRIVATI

“Le concrete politiche messe in campo sono sbilanciate in favore di beni culturali pubblici, e lo dimostra l’Art Bonus. Quindi ipotizzare la possibilità per l’Art Bonus di essere esteso ai privati può essere un valore”, ha concluso.

 

Articoli correlati