La Commissione regionale per il patrimonio culturale dell’Abruzzo presieduta dal Segretario regionale Stefano D’Amico ha emanato il 20 gennaio il decreto che dichiara che “gli immobili e le aree di sedime dell’area urbana denominata Rione Pineta … sono sottoposti alle disposizioni di tutela indiretta, ai sensi dell’art. 45 del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42…” (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

“Con tale atto si conclude un procedimento istruttorio lungo e impegnativo che la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Abruzzo ha attentamente curato proprio per consentire la salvaguardia di un’area urbana di particolare rilevanza storica”, dichiara la Soprintendente Rosaria Mencarelli.

IL RIONE PINETA

Il rione Pineta ha origine con il piano di risanamento della Pineta redatto dall’ing. Antonino Liberi, cognato di Gabriele d’Annunzio, finalizzato a recuperare un’area che nei primi anni del Novecento si presentava ancora paludosa e abbandonata. Il progetto, ispirato al modello della “città giardino” di Ebezener Howard, costituì per la città di Pescara un importante momento culturale, in quanto propose un’operazione in linea con le più attuali teorie urbanistiche dell’epoca. Il disegno di Liberi per il Rione Pineta prevedeva la realizzazione di una maglia urbana a scacchiera incentrata su alcune costruzioni ‘cardine’, prima fra tutti il Kursall marino (oggi ex Aurum).

Infatti, sul finire dell’800, un fervente dibattito sulla forma dell’abitare e soprattutto sul tema del contrasto tra città e campagna portò alla progettazione di un modello urbano che vedeva delle abitazioni riunite attorno a spazi verdi comuni in un ambito con alti standard di servizi. Fu così che, a partire dai primi decenni del XX secolo, la pineta di Pescara divenne un luogo di frequentazione, e successivamente di insediamento, della borghesia pescarese. Negli anni Venti e Trenta del ’900 continuò lo sviluppo dei lotti e la relativa costruzione di edifici conformati al modello di villino isolato, di cui sono ancora presenti numerose testimonianze di alto valore storico ed architettonico.

Il fulcro del rione Pineta era ed è l’attuale “Aurum”, polo culturale d’eccellenza della città e da poco recuperato con funzioni di Archivio di Stato, spazi espositivi e sale polivalenti. Si tratta di un edificio già dichiarato di interesse particolarmente importante con decreto del 1999 e nato come ritrovo culturale e ricreativo nel 1910 in forme classiche con la particolarità, che ancora oggi lo distingue, del raffinato loggiato su due livelli del prospetto anteriore. Negli anni Trenta del Novecento, come noto, l’edificio si arricchisce di una addizione a ferro di cavallo, ideata da Giovanni Michelucci, per ospitare un liquorificio.

 

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