L’Amphisculpture del Parco del Sole, opera di land art dell’artista americana Beverly Pepper, è stata candidata dal Comune dell’Aquila e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e Cratere alla selezione italiana del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, le cui procedure di valutazione sono attualmente in corso al Ministero per i Beni culturali.

La candidatura è stata annunciata lo scorso 29 gennaio alla presenza del sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, e della soprintendente per l’Archeologia, Belle arti e Paesaggio per L’Aquila e il cratere, Alessandra Vittorini. Sul portale istituzionale del Comune dell’Aquila è stata creata una sezione speciale dedicata all’Amphisculpture, nella sezione “Luoghi da visitare/ La città nuova” dell’area La Città.

LA CANDIDATURA DI AMPHISCULPTURE

L’opera, donata dall’artista alla città dell’Aquila, appare rientrare a pieno titolo nei criteri e negli obiettivi del Premio, con il valore aggiunto della solidarietà, della valenza di aggregazione e di inclusione sociale. Il progetto Amphisculpture utilizza infatti il paesaggio naturale, con le sue variazioni stagionali ed i suoi elementi climatici, come parte integrante dell’installazione. Si fonda sul rispetto del paesaggio, della tradizione locale, della sua storia e della memoria del luogo, in sostanza su quel genius loci che l’artista ha saputo cogliere e valorizzare. Rappresenta inoltre un esempio concreto di proficuo e costruttivo dialogo tra più istituzioni e tra pubblico e privato.

Restituire alla città un luogo di incontro e socialità capace di reinventarsi anche come “teatro della natura” è stato, infine, un passo importante verso la riqualificazione di uno spazio di verde urbano tanto caro agli aquilani e verso la ricostruzione della comunità, a partire dalle persone e dal loro rapporto con i luoghi.

Il dossier a sostegno della candidatura dell’Amphisculpture è stato predisposto da un gruppo di lavoro interistituzionale formato da Comune e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e il Cratere, appositamente costituito. Il gruppo è stato coordinato e supervisionato dalla Soprintendente Alessandra Vittorini. Il dossier a supporto della candidatura è stato integrato con un trailer, realizzato per l’occasione, del docufilm dedicato all’Amphisculpture, a cura di Luca Cococcetta e Marco Zaccarelli.

BIONDI: RECUPERO, TUTELA E PROMOZIONE DEL PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO

“Ringrazio la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e il cratere per quanto ha fatto, in questi anni, per la ricostruzione del patrimonio monumentale aquilano”, ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi. “Questa iniziativa si iscrive infatti nell’ambito di un vasto raggio d’azione e di una dinamica e proficua attività che, oltre al recupero e alla tutela del patrimonio storico artistico, ha visto la Soprintendenza impegnata anche nella sua promozione. Il lavoro che ha svolto, dunque, non è stato solo di restauro del patrimonio ma, anche e soprattutto, di ‘conoscenza’ o ‘riconoscenza’ della città e delle sue straordinarie attrattive e di promozione rispetto a questo inestimabile valore, mettendoci il cuore oltre che la competenza”.

“Per queste ragioni – ha concluso Biondi – ho accolto prontamente e con grande entusiasmo la proposta della Soprintendente di partecipare alla selezione, ritenendo che si tratti di un proficuo momento di confronto e di un’importante segnale di dinamismo”.

VITTORINI: LE BUONE PRATICHE NELLA RICOSTRUZIONE E NEL RESTAURO POST SISMA

“La candidatura di Amphisculpture alla selezione italiana del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa è stata, ancora una volta, un lavoro condiviso tra le istituzioni cittadine”, ha dichiarato la Soprintendente Alessandra Vittorini, “in cui la Soprintendenza, dopo aver svolto il ruolo di direzione del lavori, ha sostenuto anche, con il suo supporto tecnico-scientifico, la predisposizione del dossier, insieme con il Comune, per valorizzarne il risultato”.

“E’ un altro passo nel percorso attivato dalla Soprintendenza, già negli anni scorsi, per portare all’attenzione nazionale e internazionale tutte le buone pratiche maturate nella ricostruzione e nel restauro post sisma del patrimonio culturale aquilano. Mi riferisco ai convegni internazionali ICOMOS di Parigi e Istanbul, ai seminari, workshop, conferenze e visite didattiche con università, scuole di specializzazione e master italiani e internazionali di restauro e conservazione – Cambridge (UK), Tampere (Finlandia), Madrid (Spagna), Cottbus-Seftenberg (Germania), MIT Harvard (Usa) – e presso l’École de Chaillot di Parigi, nonché all’accoglienza di numerose delegazioni straniere interessate all’esperienza aquilana”.

“Siamo convinti – ha concluso – che quanto fatto nel nostro territorio, in questi anni, per il recupero del patrimonio culturale costituisca un’esperienza preziosa e da condividere, un contributo importante a quel ruolo di ‘città della conoscenza’ che L’Aquila vuole diventare, e che non potrà non fondarsi anche sul suo carattere di città d’arte, storia e memoria, laboratorio virtuoso del restauro, della tutela e della conservazione al quale i nostri uffici hanno assicurato un costante e qualificato contributo.”

IL PREMIO DEL PAESAGGIO DEL CONSIGLIO D’EUROPA

Il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, nato a seguito della sottoscrizione della Convenzione Europea del Paesaggio da parte di 39 stati membri, tra cui l’Italia, ha cadenza biennale. Quella 2018-2019 sarà la sesta edizione del Premio, con un costante incremento di partecipazione da parte degli Stati firmatari della Convenzione.

Il premio mira a premiare iniziative concrete ed esemplari per il raggiungimento degli obiettivi di qualità paesaggistica nel territorio. I progetti cui viene conferito il premio o una menzione speciale entrano a far parte dell’Alliance du Prix, creata dal Consiglio d’Europa per dare rilevanza alle azioni virtuose attuate dalle comunità e nel contempo favorire scambi reciproci di esperienze tra diversi territori sia nazionali che europei.

Il premio consiste nel riconoscimento formale dell’attuazione di una politica o di provvedimenti intrapresi da collettività locali, o regionali, o dei loro consorzi, per la salvaguardia, la gestione e/o la pianificazione sostenibile dei paesaggi, o di apporti particolarmente rilevanti, in tal senso, forniti da organizzazioni non governative. Il premio, inoltre, contribuisce a sensibilizzare la popolazione sull’importanza del paesaggio per lo sviluppo umano, il consolidamento dell’identità europea e il benessere degli individui e della società nel suo insieme. Promuove la partecipazione pubblica al processo decisionale nell’ambito delle politiche del paesaggio.

In questa edizione sono pervenute al Mibac 130 proposte di candidature per altrettanti progetti italiani. Le 130 proposte pervenute sono attualmente in fase di valutazione da parte di una Commissione di esperti nominata dal Mibac che, a breve, comunicherà il progetto selezionato. Il 14 marzo, Giornata Nazionale del Paesaggio, sarà consegnato il Premio Nazionale del Paesaggio, istituito dal Mibac, e sarà inviato a Strasburgo come candidatura italiana.

Dopo aver recepito i progetti candidati al Premio da tutti gli Stati membri, il Comitato dei Ministri assegna il Premio e le menzioni speciali. L’assegnazione avviene sulla base delle proposte di una Giuria e del Comitato direttivo del Consiglio d’Europa.

L’AMPHISCULPTURE

L’Amphisculpture è un’opera dell’artista newyorchese Beverly Pepper, una delle massime sponenti della Land Art. L’opera è stata donata al Comune dell’Aquila, nell’ambito del progetto “Nove Artisti per la Ricostruzione”, a cura della critica d’arte Roberta Semeraro, nato nel corso della Biennale di Architettura di Venezia nel 2010.

L’opera è stata finanziata da Eni nell’ambito del protocollo “Ripartire da Collemaggio”, sottoscritto dalla stessa Eni e dal Comune dell’Aquila nel 2013, che prevedeva il restauro della basilica di Santa Maria di Collemaggio e la riqualificazione del Parco del Sole.

Si tratta di un intervento di scultura ambientale, in cui l’opera dialoga con il paesaggio, perché nasce per quel luogo e a quel luogo si adatta e si modella. Il progetto trae origine da un dibattito, apertosi a Venezia durante la Biennale Architettura 2010, sulla necessità di ricostruire L’Aquila anche in termini di legami tra cittadini e tessuto urbano. Da questo presupposto scaturisce l’idea di utilizzare come volano l’arte contemporanea, forma espressiva tesa ad instaurare un rapporto diretto con la comunità.

Il concept di Amphisculpture si fonda interamente sulla sostenibilità ambientale attraverso l’utilizzo di materiali naturali e tecniche costruttive tradizionali unite al recupero sapiente del lavoro manuale. Ciò rappresenta il percorso personale dell’artista, attenta sperimentatrice delle possibilità espressive offerte dalla natura. Un lavoro che valorizza il rapporto tra il paesaggio esistente, la memoria dei luoghi, il tessuto sociale e l’opera d’arte stessa.

Il progetto è stato condiviso e sostenuto da più attori, sia pubblici sia privati. Rappresenta così un esempio concreto delle possibilità che possono attivarsi da un rapporto virtuoso pubblico-privato.

Approfondimenti:

Sezione speciale dedicata all’opera

 

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