“Sono contento di avere questa occasione di confronto con la Regione Abruzzo. Nel mio mestiere, l’80-90% del mio tempo lo passo risolvendo problemi ‘puntuali’ come il museo, lo scavo archeologico o il teatro. Ogni tanto ho la possibilità di alzare la testa e fare ragionamenti ad ampio spettro, che sono necessari perché sono quelli che poi mi fanno capire se l’intervento puntuale ha senso o se sto andando nella direzione sbagliata”. Così il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha aperto il suo discorso nel corso della presentazione del programma per l’Abruzzo su turismo e cultura della candidata alle elezioni regionali del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi.

“Quando ho letto il programma Cultura e Turismo della Marcozzi ho pensato che c’erano delle cose molto innovative e delle cose di buon senso che mi immaginavo fossero già state fatte. Quindi la domanda che mi sono fatto è stata: ma in Regione Abruzzo quando parlavano di cultura e turismo di cosa stavano parlando? Visto il programma, mi viene il dubbio che forse stessero guardando in un’altra direzione, non so se giusta o sbagliata, ma sicuramente non questa”.

CULTURA ASSE PORTANTE DELLE NOSTRE SOCIETÀ

I temi principali sono due, secondo il ministro Bonisoli. “Innanzitutto, la cultura è un asse portante della nostra società in tutti i suoi aspetti, dal punto di vista identitario, di appartenenza al territorio, dal punto di vista sociale e dal punto di vista economico. La cultura non è per quattro intellettuali ma appartiene a tutti, è un’attività che, come le altre, può generare posti di lavoro, ritorno economico e benessere per le persone che abitano in un certo posto”.

Il titolare del Collegio Romano apre poi il secondo tema di riflessione con un interrogativo: “Cosa ci sta a fare l’autorità pubblica nei confronti della cultura?”. Per Bonisoli “la cosa peggiore che si può fare in questi casi è dare finanziamenti a pioggia, che ti fanno arrivare all’anno prossimo e da capo si ritorna con il finanziamento a pioggia. Si tratta piuttosto di indirizzare delle risorse nostre, che sono risorse dei cittadini, risorse che preleviamo dalle tasche dei contribuenti, e nel momento in cui si spendono lo si fa nel modo più oculato e saggio possibile, in modo che ci sia un effetto valanga per cui l’euro speso in una certa direzione ne porti un x più avanti in una certa attività. Da quello che ho letto nel programma immagino che questo sia un cantiere su cui lavorare”.

PAESAGGIO, PATRIMONIO CULTURALE E GENIUS LOCI: LE RISORSE DELL’ABRUZZO

Quando “si parla di risorse, non voglio fare l’esperto ma faccio dei ragionamenti di buon senso”. Sono tre le risorse su cui, per il ministro Bonisoli, è necessario riflettere: il paesaggio, il patrimonio culturale e il genius loci. “Il paesaggio è fondamentale perché unico, un qualcosa su cui la Regione ha la sua valenza e ricordiamoci che il paesaggio non c’è una seconda volta quindi bisogna essere estremamente accorti e cauti nel fare qualsiasi tipo di decisione”. Riguardo al patrimonio culturale, Bonisoli sottolinea: “Ci sono i grandi attrattori culturali e ci sono anche quelli dimensionalmente o in termini di visibilità minori, che se opportunamente valorizzati e promossi, possono essere richiami importanti dal punto di vista culturale, economico e turistico”. Infine, il genius loci “quelle cose che funzionano meglio in un certo territorio. Il classico esempio è quello enogastronomico”.

IDENTITÀ: MARCHIO ABRUZZO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE

“Dal punto di vista turistico ma anche mediatico, l’Abruzzo non ha stessa identità che hanno altri territori. C’è un tema di brand – per il ministro per i Beni culturali – , il valoriale che c’è dietro a un nome e il fatto di avere un marchio Abruzzo è importante perché semplifica e di molto la comunicazione in un momento in cui le persone sono in sovrabbondanza di informazioni”.

“Questo lo collegherei al cinema. L’utilizzo intelligente – che non c’è stato in Abruzzo – di una Film Commission ti consente di rappresentarti a livello internazionale per quello che sei e creare un immaginario a persone che in Abruzzo o in un altro territorio non ci sono mai state”. Bonisoli fa l’esempio di Regioni come la Puglia, la Basilicata, il Lazio, la Campania, la Sardegna, che “hanno utilizzato in maniera diversa lo strumento della Film Commission. Se questo non è ancora avvenuto abbiamo una grande opportunità di recuperare un ritardo rispetto a Regioni con cui ci si può confrontare”.

PROMOZIONE: ADATTARSI ALL’EVOLUZIONE DEL SISTEMA TURISTICO E CULTURALE

Altro tema su cui riflettere è quello della promozione. “Se vogliamo promuovere l’Abruzzo dobbiamo adattarci a quella che è l’evoluzione del sistema turistico, culturale e dell’ospitalità di questi anni. Come vengono in Abruzzo gli stranieri? Oggi i flussi sono diversi dagli anni ’70 o ‘80 quando in Abruzzo si arrivava in macchina. Stiamo parlando di aeroporti e non sono sicuro che gli aeroporti da questo punto di vista siano quello che ci aspettiamo. Ci sono zero crocieristi in Abruzzo: la crociera è uno dei settori dell’industria turistica più dinamici degli ultimi anni”.

Citando il caso di Civitavecchia e rimarcando la distanza tra il porto e L’Aquila, Bonisoli sottolinea come il flusso si concentri su Roma e non su altre mete. Come risolvere questo problema? “Basta – afferma con convinzione il ministro Bonisoli – avere qualcuno che, e non deve essere un problema comunale ma regionale, attivi le persone. C’è proprio la sensazione fisica di un ritardo”.

INTERNAZIONALIZZAZIONE: NECESSARIA UNA SANA NARRAZIONE

“In questo momento l’Italia ha un enorme vantaggio, stiamo beneficiando del fatto che metà del Mediterraneo è chiusa. I turisti che arrivano in Italia, però, si concentrano in pochissimi posti. L’Abruzzo da questo punto di vista ha un’enorme possibilità e sfrutterei i luoghi minori non ancora così conosciuti, ma che con una sana narrazione e raccontati bene, diventano estremamente attraenti. Serve relativamente poco, basta avere le idee chiare”.

FORMAZIONE: RIVALUTARE IL RUOLO DI CHI SI OCCUPA DI TURISMO

Per il ministro Bonisoli, “tutto questo ha senso con una formazione continua e professionale, competenza della Regione. Sottovalutiamo il ruolo di chi si occupa di turismo, come ristoratori o albergatori. Sono loro il primo punto di contatto con il turista e il loro comportamento è il migliore biglietto da visita o deterrente al fatto che tornino. Questa è un’azione che non può essere lasciata al singolo, bisogna fare un’azione di sistema, coinvolgendo tutte le persone a contatto con il turista perché trasmettono l’amore che fa sì che i turisti tornino ripetutamente sul territorio”.

PROGRAMMAZIONE CULTURALE E ORGOGLIO

“Tutto quanto stiamo dicendo ha bisogno di attività che accadano. Tutte le attività hanno bisogno di fondi pubblici da dare nel modo giusto, per esempio un buon metodo è il combinato tra finanziamento statale e regionale che va ad aggiungere laddove la Regione ritiene che ci sia una situazione di particolare importanza e strategicità. È però fondamentale che questo venga fatto per tempo, su un orizzonte medio e su progetto. Uno dei problemi è l’attenzione sul soggetto che propone e non sul progetto che vuole fare”.

C’è poi una questione di orgoglio, conclude Bonisoli, “un problema che abbiamo in tutta Italia” nel confronto su come “noi vediamo noi stessi e su come gli altri vedono se stessi”. “Qua ci sono tutte le ragioni per essere orgogliosi di quello che c’è e che si può fare. Se ciò non è accaduto, anche grazie a signori che hanno governato e dimostrato di essere non capaci, questo non vuol dire che non ci possa essere altra possibilità”.

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