Nel mondo esistono oltre sessanta musei permanenti dedicati alle lingue, senza contare i musei virtuali. Si tratta di musei dedicati alle lingue in generale o a singole lingue: grandi lingue di cultura come il portoghese (lo straordinario museo di San Paolo, distrutto da un incendio nel 2015, dovrebbe riaprire nel 2019), ma anche altre lingue nazionali, lingue minoritarie, lingue a rischio di estinzione: afrikaans, basco, guaraní, lituano, nüshu, ungherese, ecc.

La lingua italiana, pur con la sua storia millenaria, la sua grande letteratura e l’apprezzamento di milioni di persone nel mondo, un museo vero e proprio ancora non ce l’ha.

“Dedicare un museo a qualcosa ha sempre un alto valore simbolico e in questo le lingue non fanno eccezione”, spiega Lucilla Pizzoli, promotrice dell’iniziativa insieme a Giuseppe Antonelli. Le lingue, continua Pizzoli “costituiscono un patrimonio culturale di immenso valore e quindi raccontarle in un museo è sicuramente una buona occasione per mostrarne la potenzialità e dare spazio a mezzi espressivi più suggestivi e simbolici”.

UN MUSEO DELLA LINGUA ITALIANA: IL PROGETTO

A partire dal 2003, quando è stata inaugurata la grande mostra sulla lingua italiana presso gli Uffizi a Firenze (dal titolo “Dove il sì suona. Gli italiani e la loro lingua”, sotto la direzione di Luca Serianni), la Società Dante Alighieri non ha mai abbandonato il progetto di creare anche per l’italiano un museo in forma stabile. Cogliendo l’occasione dell’uscita di alcuni volumi nati da quell’esperienza, come Storia illustrata della lingua italiana di Luca Serianni/Lucilla Pizzoli, Il museo della lingua italiana di Giuseppe Antonelli e di un lavoro che illustra il grande fascino della lingua italiana (Claudio Marazzini, L’italiano è meraviglioso), mercoledì 13 febbraio a Palazzo Firenze (Roma) si terrà un pomeriggio di presentazioni e riflessioni su come rappresentare la lingua italiana in un museo.

Alla tavola rotonda, oltre agli autori, saranno presenti anche il Segretario Generale della Dante Alessandro Masi in veste di moderatore, il presidente dell’ASLI (Associazione per la storia della lingua italiana) Michele Cortelazzo e Marco Mancini (Accademia dei Lincei).

“Metteremo a confronto le varie idee – conclude Pizzoli – e cercheremo di capire quali sono le tappe obbligate di un percorse del genere oltre a pensare a quali tecniche più efficacemente possono esprimere e descrivere la bellezza della lingua con l’augurio che questo progetto possa presto vedere la luce”.

 

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