“Dobbiamo far leggere di più gli italiani. La metà legge poco o non abbastanza. Il nostro obiettivo è che a più italiani venga offerta la possibilità di leggere un libro”. Lo ha detto il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, parlando a “Uno Mattina” delle proposte di legge sul libro e la lettura all’esame della commissione Cultura della Camera. “Uno dei problemi focali che abbiamo è la disponibilità di librerie – ha aggiunto -. Vanno bene le vendite on line, ma c’è anche una generazione che non è nativa digitalmente e che preferisce andare nelle librerie le quali, purtroppo, non sono disponibili in tutte le città. Dobbiamo quindi incentivarne le aperture o andare a dare maggiore forza ai punti vendita di libri nella grande distribuzione. Una delle idee, ad esempio, è mettere un libraio dentro un supermercato”. Bonisoli non ritiene prioritario un intervento sui costi dell’Iva. “Potrebbe dare una mano – afferma -, ma i test che abbiamo fatto ci dicono che il prezzo del libro non è la ragione per cui le persone non lo comprano. E’ che non trovandolo comprano altro”.

OPERE TRAFUGATE

Bonisoli è poi tornato sul problema delle opere trafugate immesse sul mercato dell’arte. “Fino a pochi anni fa c’era il far west, non c’era la consapevolezza di proteggere il patrimonio culturale e si vedeva solo il valore economico – ha sottolineato -. Il problema continua ancora, come i tombaroli che presidiano i siti archeologici. Bisogna combattere l’offerta. Come ministero stiamo preparando una delega, che fra poco arriva in Parlamento, per riformare il Codice dei beni culturali e andremo a inasprire le sanzioni per alcuni reati, soprattutto legati al riciclaggio di reperti che hanno una provenienza illecita. I mercatini e gli antiquari devono sapere che quando entrano in possesso e commercializzano qualcosa di provenienza illecita avranno un danno significativo sulla loro attività”.

Ha rimarcato ancora Bonisoli: “Abbiamo l’opportunità di ammazzare il mercato delle opere d’arte trafugate. Il fatto che ci siano privati che vogliano acquistare è positivo perché si dà lavoro agli artisti. Pero è vero che quando ci sono falsi in giro, il mercato si confonde. Noi vogliamo pulire il mercato, far sì che chi investe in arte sia sicuro, proteggere i soldi che sta investendo e assicurargli che questo investimento un domani sarà conservato”.

Come si fa a preservare tutte le opere? “Stiamo investendo nel dare maggiore sicurezza a quelli che sono i luoghi dell’arte – ha risposto Bonisoli -. E’ importante la digitalizzazione, avere videocamere e controlli. Però è fondamentale creare il massimo disincentivo possibile al commercio di un’opera d’arte. Le persone si devono rendere conto che quando comprano un’opera d’arte dubbia stanno mettendo a rischio il proprio investimento”.

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