Uno dei motivi che rendono il Bonus Cultura un’intuizione “felice e positiva” è il fatto che sia uno strumento che “educa i diciottenni ad avvicinarsi al mondo della cultura nel rispetto della legalità, proprio in quel periodo adolescenziale dove è maggiormente diffuso il fenomeno della pirateria”. Lo ha detto Andrea Miccichè, presidente del Nuovo Imaie, nel corso di un’audizione in commissione Cultura del Senato sulla 18App.

La Card “induce i ragazzi ad abbeverarsi di cultura”, sottolinea Miccichè che suggerisce di “snellire la procedura” di attivazione del Bonus, anche se, osserva, “è comunque educativo che un diciottenne debba avere a che fare con un iter burocratico per usufruirne”. Altro aspetto rimarcato dal presidente del Nuovo Imaie è che il Bonus Cultura “porta del denaro in una filiera nella quale gli artisti sono la parte forse più importante, sono coloro che hanno maggiormente contatto con i consumatori. I ragazzi, infatti, conoscono un’opera attraverso gli esecutori che la interpretano”.

Per aumentare gli effetti del Bonus Cultura, secondo Miccichè, un’operazione “intelligente sarebbe quella di individuare delle zone territoriali o delle fasce di popolazione incentivate ad abbeverarsi di cultura con agevolazioni o sistemi di defiscalizzazione”. Fondamentale, ha concluso il presidente del Nuovo Imaie “è che ci sia una struttura normativa che incentivi il consumo di cultura”.

Leggi anche:

Bonus Cultura, Cancellato (Federculture): Va confermato e reso strutturale

Bonus cultura, Federazione carta e grafica: Allargarlo ad abbonamenti di giornali e riviste

 

Articoli correlati