“L’accordo raggiunto sulla riforma del copyright costituisce un pericoloso passo in avanti verso l’inaccettabile limitazione della libertà in rete, a danno soprattutto degli utenti e dell’innovazione. Internet deve rimanere libera e neutrale, deve garantire libertà di espressione e d’informazione, continueremo perciò a dare battaglia per fermare questa brutta riforma”. Così il sottosegretario ai Beni culturali, con delega in materia di diritto d’autore, Gianluca Vacca.

Il Parlamento europeo, il Consiglio dell’UE e la Commissione europea hanno trovato un’intesa politica su una nuova direttiva sul diritto d’autore che dovrà essere approvata definitivamente dalle istituzioni nelle prossime settimane. La direttiva intende creare un quadro completo in cui i titolari dei diritti d’autore, gli editori, i fornitori e gli utenti possono tutti beneficiare di norme più chiare, adattate all’era digitale.

L’intesa raggiunta mira a garantire che i diritti e gli obblighi del diritto d’autore si applichino anche a Internet. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei giganti che saranno più direttamente interessati da questa direttiva. I legislatori si sono inoltre sforzati di garantire che Internet rimanga uno spazio per la libertà di espressione. I frammenti degli articoli di cronaca possono così continuare ad essere condivisi.

“COMPROMESSO SOLUZIONE SBAGLIATA, AMBIGUO E LACUNOSO”

“Abbiamo sempre detto – aggiunge – che la normativa sul diritto d’autore è anacronistica e va adeguata, ma il compromesso raggiunto, tra l’altro ambiguo e lacunoso, rappresenta la soluzione sbagliata. Non sono state superate le criticità degli articoli 11 e 13, rimangono per esempio i filtri ai contenuti su internet, una misura contro la quale come Italia ci siamo sempre battuti in quanto lesiva dei diritti fondamentali degli utenti del web. Ma non è finita, la riforma deve passare ancora attraverso il voto del Parlamento europeo in plenaria e lì contiamo che il testo venga bocciato come già è successo a luglio. La sacrosanta tutela dei creatori non può attuarsi a danno di tutti i cittadini”, conclude Vacca.

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