L’Archivio centrale dello Stato ha appena pubblicato il volume “Nuove fonti per la storia d’Italia. Per un bilancio del ‘secolo breve'”, in cui l’archivio presenta al pubblico le ultime acquisizioni documentarie che costituiranno le fonti per la ricostruzione della storia d’Italia nella seconda metà del Novecento.

In particolare il volume – con la direzione e ideazione di Eugenio Lo Sardo e a cura di Mirco Modolo pubblicato da De Luca Editori d’Arte – presenta il fondo della Cassa per il Mezzogiorno (oltre 20 km di documentazione), archivi privati come quello di Italo Balbo ma soprattutto gli archivi della Divisione affari riservati che indagava sul terrorismo in Italia tra gli anni ’60 e gli anni ’90 e la documentazione sulle stragi declassificata a seguito della Direttiva Renzi (2014).

La documentazione declassificata pervenuta in Archivio a seguito delle Direttive Prodi (2008) e Renzi (2014), illustrata nel volume attraverso un ricchissimo corredo fotografico, permetterà di sondare il complesso contesto politico e culturale che fa da sfondo ai tragici eventi che hanno insanguinato il nostro Paese negli anni ’60-’80.

I piani regolatori allegati agli originali delle Leggi e dei decreti, che l’Archivio istituzionalmente conserva, offrono invece una panoramica privilegiata per osservare la vorticosa crescita delle città italiane e lo sviluppo dell’urbanistica, in Italia e all’estero dalla fine dell’Ottocento in poi.

Altre serie archivistiche descritte in queste pagine aiuteranno lo storico – così come il cittadino curioso – a cogliere in profondità le dinamiche del boom economico, oppure a conoscere le tappe dello sviluppo infrastrutturale del Sud Italia attraverso l’operato della Cassa per il Mezzogiorno. Sono pagine indispensabili per ricordare la fragilità del nostro territorio e studiare gli strumenti atti a diminuire i rischi e a prevenire gli eventi calamitosi.

Si narra inoltre delle principali attività di restauro e di ricerca archeologica a livello internazionale che tanto lustro e prestigio hanno ovunque dato al nostro Paese. Infine, gli archivi privati. Grazie alle carte di Luigi Barzini, Italo Balbo, Luigi Federzoni, Sergio Fenoaltea, Giorgio Biuso, Eugenio Galdieri, Massimo Consoli ed altri si potranno scrivere o riscrivere le biografie di alcuni dei protagonisti del secolo scorso che hanno segnato, in vario modo, la nostra storia politica e culturale.

Questo libro propone al lettore un viaggio nella storia del Novecento che descrive in controluce il ruolo dell’Archivio centrale dello Stato nella continua elaborazione di fonti storiografiche generate dall’incessante attività di selezione e di inventariazione dei fondi da preservare, che permette ai cittadini di consultare liberamente le memorie storiche del nostro meraviglioso Paese.

 

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