E’ stato presentato il 19 febbraio alla Biblioteca universitaria di Napoli il progetto “Un Tesoro di Biblioteca”. Si tratta di un progetto di fundraising realizzato in collaborazione con Ales e con il Segretariato Regionale del Mibac per la Campania. A presentarlo il direttore della Biblioteca, Raffaele De Magistris. Il progetto – che mira a raccogliere fondi utilizzando lo strumento dell’Art Bonus – è articolato in due linee di attività: rinnovare la Biblioteca tra fruizione, conservazione e modernità, e digitalizzare le Cinquecentine napoletane. L’importo complessivo del progetto è di 72.440 euro (39.440 euro per “rinnovare la Biblioteca” e 33mila euro per digitalizzare le Cinquecentine napoletane). Alcune attività, per 15mila euro, sono in corso di realizzazione, finanziate dalla Biblioteca stessa. L’importo residuo della raccolta è quindi di 57.440 euro.

MIBAC-ALES-COMMERCIALISTI

“Un Tesoro di Biblioteca” è uno dei progetti pilota dello Sportello Art bonus, attivo presso il Segretariato Regionale Mibac per la Campania grazie all’intesa con Ales, e nasce nello spirito del protocollo d’intesa siglato nel novembre scorso tra l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, il Segretariato Regionale e Ales.

FRUIZIONE, CONSERVAZIONE E MODERNITA’

Per rinnovare la Biblioteca Universitaria e puntare su fruizione, conservazione e modernità, l’idea è quella di realizzare un video promozionale per raccontarla con un linguaggio smart e social, per interessare i giovani utenti e attrarne di nuovi: andrà in onda sul sito della Biblioteca e sui canali social. Saranno poi progettati e installati pannelli dedicati agli aspetti storici e artistici del complesso monumentale che ospita la Biblioteca e sarà attivato un servizio di visite guidate su prenotazione (a cura di un soggetto esterno). Si prevedono, inoltre, due totem multimediali per facilitare e velocizzare l’accesso degli utenti ai servizi. Saranno installati quattro sensori beacon per condividere informazioni attraverso bluetooth e sviluppata una App sui servizi della biblioteca.

Ci sarà anche una campagna di promozione della Biblioteca, sulla sua offerta culturale e di servizi, e saranno acquistate cinque bacheche espositive e dieci leggii in plexiglass affinché il pubblico possa ammirare libri rari e preziosi, i tesori della Biblioteca. Il progetto vuole, poi, puntare sui giovani potenziando le attività didattiche per le scuole superiori, per educare alla lettura e trasmettere il valore dei libri. Si predispone a tal fine un laboratorio didattico sulla storia e il valore del libro antico, veicolo di conoscenza e manufatto pregiato (miniature, legatura, restauro). Il laboratorio sarà a cura di un soggetto esterno e si articolerà in 2 laboratori con cadenza mensile.

CINQUECENTINE NAPOLETANE, UN TESORO DA DIGITALIZZARE

Tra i punti cardine del progetto, quello di digitalizzare le Cinquecentine napoletane della Biblioteca, volumi stampati a Napoli nel XVI secolo, che testimoniano la ricca produzione tipografica partenopea che ha reso la città uno dei primi centri del libro a stampa della penisola. Sarà avviata la digitalizzazione di questi testi, spesso esemplari unici, con un primo gruppo di 100 titoli, per garantirne la massima fruizione e anche il prestito.

Della selezione fanno parte, a titolo di esempio: le opere di Giovambattista Della Porta, dal De humana physiognomonia del 1586 – uno dei più famosi trattati di fisiognomonia – nel quale l’autore analizza i caratteri umani attraverso lo studio dei tratti somatici di uomini e animali, al De refractione, edito nel 1593, tra i primi trattati di ottica. Il Phytobasanos siue Plantarum aliquot historia in qua describuntur diuersi generis plantae… di Fabio Colonna, del 1592, prima edizione composta su consiglio del naturalista Ferrante Imperato, in cui sono incise e descritte le piante rinvenute nel napoletano e confrontate sulle notizie degli antichi. Lo Specchio de le bellissime donne napoletane, del 1556 di Iacomo Beldando, opera celebrativa in cui si descrive l’arrivo trionfale di Carlo V a Napoli dopo la battaglia di Tunisi del 1535 e l’affermazione di Napoli come capitale del Regno.

Non mancano inoltre opere che forniscono preziose informazioni biografiche: Le vite dei re di Napoli… di Scipione Mazzella del 1594, ricca di ritratti xilografati dei sovrani. L’Index auctorum et librorum, edizione rarissima dell’Indice stampata a Napoli nel 1558, che include il capitolo De libris orthodoxorum Patrum, unico esemplare menzionato dal Manzi. La celebre edizione del De rerum natura di Bernardino Telesio del 1570. Le cinquecentine digitalizzate potranno essere oggetto dei laboratori didattici oltre a essere esplorabili attraverso i totem multimediali. Con fondi propri la Biblioteca ha già iniziato a realizzare alcune delle attività che rientrano nel progetto “Un Tesoro di Biblioteca”, come la progettazione e l’installazione di pannelli dedicati agli aspetti storici e artistici del complesso monumentale che ospita la Biblioteca, l’attivazione di un servizio di visite guidate su prenotazione e l’acquisto di due totem multimediali.

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