“Condividere è un dovere morale, soprattutto in una società dove l’informazione è potere. La conoscenza deve essere pubblica e condivisa, soprattutto quando è finanziata da fondi pubblici”. Lo ha sottolineato Paolo Lattanzio (M5S), relatore della proposta di legge sull’Open Access attualmente in discussione alla Camera, intervenendo al convegno “Open Access: innovazione e scenari futuri”, alla presenza, fra gli altri, di Luigi Gallo (M5S), presidente della commissione Cultura di Montecitorio e firmatario della proposta di legge, e di Vito Crimi, sottosegretario con delega all’Editoria.

“Questa proposta di legge può avere una grande portata per il mondo culturale italiano”, ha evidenziato Lattanzio. “L’Open Access, infatti, non può essere considerato esclusivamente un tema tecnico, ma è anche sociale perché rende accessibili al grande pubblico contenuti scientifici finanziati con fondi pubblici”.

“In un momento storico dominato dalle fake news, rendere accessibili contenuti scientifici è un passo utilissimo e molto importante. Per questo l’Open Access è anche e soprattutto un tema culturale, perché favorisce la distribuzione e la circolarità dell’informazione, puntando sull’innovazione del processo e del prodotto, e dunque di tutto il sistema”.

“Con questa legge – ha spiegato Gallo – stiamo creando un motore della conoscenza, uno strumento attraverso il quale si potrà accedere in maniera semplice alle notizie scientifiche su un particolare tema. Si tratta di uno strumento importante per le scuole, per i cittadini, per chi fa informazione. Il sapere, i beni culturali, la nostra storia, devono restare in mano ai cittadini e l’azione messa in campo dal ministero dei Beni culturali per la digitalizzazione del patrimonio va proprio in questa direzione”.

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