“Da anni ci siamo battuti per difendere, recensire e restaurare l’architettura di Moretti, che trova il simbolo nel degrado e nell’uso improprio della Casa della Scherma a Roma. Per questa ragione abbiamo presentato due proposte di legge: una generale per la tutela dell’architettura del Novecento, e una per la valorizzazione delle Città di Fondazione. Siamo stati in delegazione dal ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, per sensibilizzarlo su questi temi. Non ci arrenderemo mai, è una battaglia di libertà, di bellezza, per far conoscere al mondo l’opera di Moretti e degli architetti razionalisti”. Lo ha sottolineato Federico Mollicone, capogruppo Fdi in commissione Cultura della Camera, nel suo intervento al convegno “Luigi Moretti, architettura e passione”, promosso dalla fondazione Giuseppe Levi Pelloni.

Mollicone ha rimarcato l’importanza “della tutela e della valorizzazione dell’architettura razionalista, libera dai pregiudizi ideologici che hanno visto polemiche negli scorsi decenni e vere e proprie damnatio memoriae – una per tutte la furibonda polemica di Tafuri a danno di Moretti – che hanno impedito in quegli anni di fare un’analisi serena di una grande architettura”.

“La bellezza, la genialità e l’avanguardia sono le uniche qualità attraverso le quali giudicare l’immensa produzione di Moretti. Un grande architetto, la sua eccellenza ha superato ogni epoca”.

RAMPELLI

Moretti, ha aggiunto il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, è stato una “figura centrale non solo nella storia dell’architettura italiana ma della storia lato sensu, vero e proprio genio che ha saputo interpretare la centralità e l’importanza dell’architettura come segno distintivo di una civiltà ultramillenaria che con il cardo e decumano ha costruito città e dettato regole universali ancora oggi imprescindibili”.

“Moretti visse quella eccezionale temperie culturale del Razionalismo, una scuola vivacissima e animata da protagonisti di livello culturale e artistico pari soltanto ai geni del Rinascimento. Una scuola in grado di esprimere liberamente e con una moltitudine di voci quel pluralismo culturale di cui oggi si sente terribilmente il bisogno non solo in architettura”.

“Paradossalmente dobbiamo constatare che in epoca di totalitarismo emergevano giovani geni creativi, mentre l’attuale epoca di libertà conclamate prevede un pensiero unico dominante e, in architettura, un monotono stile universale che fa strame delle identità, stesse tecnologie irrispettose dei luoghi, spesso stesse archistar che comprimono le energie diffuse delle libere professioni e delle nuove generazioni”.

“L’eredità lasciata da Moretti è studiata in tutto il mondo. Nel corso della mia attività politica, ho avuto modo di censire l’interesse di migliaia di studenti, università, articoli e saggi. Un patrimonio architettonico che soltanto il furore ideologico dell’Italia repubblicana ha ignorato perché incapace di fare i conti con la propria storia e che invece dev’essere valorizzato e tutelato come esempio raro e prezioso del genio italiano. Per questo motivo, è agli atti parlamentari della Camera la mia proposta di legge per la valorizzazione dei nuclei e della città di fondazione che, se approvata, consentirà di esercitare in tutta Italia quel processo di recupero di edifici e aggregati urbani oggi abbandonati al degrado, come le colonie estive, gli ostelli, le case popolari, e all’incuria, come la casa della Scherma: un gioiello disegnato da Moretti che subì l’onta di essere usato come aula giudiziaria con pesanti manomissioni interne. Il Coni ha recuperato questa struttura riqualificandola e riutilizzandola per ospitare i suoi uffici anche se purtroppo chi ama l’architettura non può non sentire il bisogno di poter visitare questo edificio per poterne godere la modernità e l’attualità”.

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