Foto dal profilo Facebook del Comitato Piazza Caprera

Il governo impugni nel prossimo Consiglio dei ministri la legge di stabilità della Regione Lazio (n.13 del 29 dicembre 2018), al fine di “poter tutelare l’identità e la bellezza della città storica di Roma”. Lo scrive il comitato “Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt” in una lettera indirizzata al premier Giuseppe Conte e alla ministra per gli Affari regionali, Erika Stefani, nella quale si sottolinea che la legge regionale rappresenta una “minaccia per l’incolumità dei villini di Roma”.

“Questa inattesa quanto inopportuna legge regionale, se applicata, sconvolgerebbe non solo il destino di Villa Paolina di Mallinckrodt e degli altri villini otto-novecenteschi, ma anche l’assetto e le regole urbanistiche vigenti nella città storica di Roma”, si legge nella missiva.

L’ESPOSTO

Negli scorsi giorni 11 comitati hanno indirizzato un esposto urgente al ministero dei Beni Culturali, al Comune di Roma e alla Regione Lazio, per chiedere: al Presidente della Regione Lazio di annullare l’art. 19 della Legge di Stabilità Regionale; al Comune di Roma insieme al II Municipio di opporsi anche in sede legale all’applicazione del suddetto articolo 19; al Ministero dei Beni Culturali insieme alla Direzione Generale e alla Soprintendenza Speciale di decretare immediatamente il vincolo paesaggistico che è già pronto per il II Municipio.

“Siamo molto allarmati per le tragiche conseguenze che porterà in breve tempo l’approvazione di un famigerato articolo (Art.19) contenuto nella legge regionale n.13, approvata il 28 dicembre 2018, in cui si precisa che gli ampliamenti previsti dal Piano Casa possono essere consentiti anche in deroga alla legge nazionale che limita le densità edilizia”, si legge in una nota del comitato “Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt”. “Ricordiamo che i permessi a demolire/ricostruire, sia per Villa Paolina che per gli altri villini storici richiesti grazie al Piano Casa, sono attualmente bloccati dal Comune di Roma proprio grazie al Decreto Ministeriale 1444 del 1968, che pone dei limiti precisi alle densità edilizie, largamente superati dai progetti presentati. Questo è lo ‘stop’ tecnico possibile, in attesa che la Soprintendenza Speciale di Roma metta in atto concretamente i vincoli paesaggistici per le zone otto/novecentesche della città storica”.

COMITATI ADERENTI ALL’ESPOSTO

Oltre al comitato “Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt”, aderiscono all’esposto il Comitato Piazza Caprera, Comitato Amo Quartiere Trieste, Associazione Amici di Villa Leopardi, Comitato Amici di Porta Pia, Comitato Decoro Urbano, Cittadinanzattiva Assemblea Territoriale Trieste, Cittadinanzattiva Assemblea Territoriale Nomentano, Comitato Rinascita Tiburtina, Comitato Coppedè, Comitato Sant’Agnese.

COSA PREVEDE L’ARTICOLO 19

L’articolo 19 della legge regionale specifica che “la deroga di cui all’articolo 3, comma 1, della l.r. 21/2009 e successive modifiche, si interpreta nel senso che gli interventi di ampliamento previsti dal medesimo articolo 3, comma 1, sono consentiti anche in deroga ai limiti di densità edilizia di cui all’articolo 7 del decreto del Ministero per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della L. 6 agosto 1967, n. 765)”.

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