Inadeguata contribuzione privata, ripensamento del modello di governance e ricapitalizzazione delle Fondazioni lirico-sinfoniche per raggiungere l’obiettivo del pieno risanamento. Sono queste le valutazioni emerse dalla II Relazione del 2018 condotta dal Commissario straordinario del Governo sul monitoraggio dello stato di attuazione dei piani di risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche, Gianluca Sole. E riguardo alle singole Fondazioni bene il Teatro Lirico G. Verdi di Trieste mentre la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino presenta il livello del debito più elevato.

La seconda Relazione, che fa riferimento al periodo gestionale del primo semestre del 2018, riporta un’analisi complessiva dello stato di attuazione delle procedure e dei Piani di risanamento evidenziando risultati complessivi, comparativi e andamentali. Vengono inoltre descritte le performance delle singole Fondazioni lirico-sinfoniche. Ciò che emerge, nonostante i risultati di gestione delle Fondazioni facciano riferimento a quelli disponibili alla data del 30 giugno 2018, è “un trend di risanamento che si sta via via consolidando”. Esistono comunque “situazioni che permangono ad elevata criticità e che rendono necessari ulteriori e decisi interventi al fine di conseguire l’obiettivo prefissato”.

IL QUADRO NORMATIVO

Delle 14 fondazioni che compongono il sistema delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, nove hanno avuto accesso alle misure in tema di risanamento previste dalla Legge Bray (L. n. 112/2013. Si tratta della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, Teatro Massimo di Palermo, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova e Arena di Verona.

Le Fondazioni lirico-sinfoniche erano state infatti impegnate, con la legge 112/2013 a produrre risultati economici, finanziari e patrimoniali per delineare uno stabile e progressivo avanzamento verso l’obiettivo dell’effettivo risanamento. I piani di risanamento prevedono infatti misure quali il risanamento del debito, il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento e l’individuazione di soluzioni idonee a riportare le fondazioni, entro tre esercizi finanziari successivi, nelle condizioni di equilibrio strutturale patrimoniale ed economico. Il supporto statale sarebbe consistito in interventi finanziari di sostegno straordinario con incremento del contributo pubblico.

La legge di bilancio 2016 ha poi esteso di un ulteriore triennio il monitoraggio e il controllo sull’azione di risanamento. Si è reso obbligatorio il pareggio economico in ciascun esercizio e il tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario entro l’esercizio finanziario 2018. La Legge di bilancio 2018 ha poi esteso le stesse misure all’esercizio finanziario 2019. È necessario ricordare che, in questo senso, la Manovra 2019 ha poi prorogato le funzioni del Commissario straordinario del Governo sul monitoraggio dello stato di attuazione dei piani di risanamento fino al 31 dicembre 2020.

La Relazione, nella ricostruzione del quadro normativo, cita anche la Legge di bilancio 2017 che, a partire dal 2017, ha previsto un fondo “extra FUS” a favore delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Con esso si mira a “ridurre il debito fiscale e (…) favorire le erogazioni liberali assoggettate” all’Art Bonus.

Ad oggi, i fondi complessivamente stanziati a favore delle Fondazioni risultano pari a 158,1 milioni di euro di cui 149,1 stanziati alle singole Fondazioni. Nel frattempo, sono state avviate le revisioni di alcuni Piani di risanamento tra cui quelli della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, Teatro Carlo Felice di Genova e Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

I PRINCIPALI RISULTATI DELL’ANALISI

Dal 2015 al 2017 emerge un “apprezzabile miglioramento sui principali indicatori di performance economica”. Il livello medio di ricavi totali è cresciuto di 2.520.756 euro e il livello medio dei costi globalmente sostenuto si è ridotto in media di 14.874 euro. Il risultato di esercizio medio, che nel 2015 era stato negativo per oltre un milione di euro, al termine del 2017 risulta mediamente in attivo per 163 mila euro. Tale prospetto esclude la Fondazione Arena di Verona, ammessa alla procedura solo dal secondo semestre 2016.

Migliora anche la situazione finanziaria e patrimoniale delle Fondazioni. Gli indicatori, aggiornati a tutto il primo semestre 2018, registrano infatti un patrimonio netto medio in aumento e una riduzione del debito medio e del livello medio dei crediti. Il debito totale si è ridotto di 24.221.928 euro e i patrimoni netti totali sono aumentati di 29.538.853 euro.

Non viene riportato il tasso di riempimento delle sale teatrali (occupancy rate) che sarà invece inglobato con la prossima relazione semestrale. Si tratta di un indicatore centrale idoneo ad esprimere l’evoluzione della capacità commerciale delle Fondazioni di periodo in periodo quindi rilevante per evidenziare le capacità predittive del grado di efficienza operativa.

FONDAZIONE PETRUZZELLI E TEATRI DI BARI

Tendenzialmente positivi i risultati di gestione della Fondazione Petruzzelli e Teatro di Bari. Migliorati in particolare i risultati sul piano commerciale anche se la Relazione evidenzia come questo non si sia di fatto tradotto “in maniera sostanziale in un corrispondente miglioramento delle sue performance economiche complessive, anche a ragione di una crescita non contenuta sia dei costi del personale che di quelli di produzione”. La Fondazione riduce lo stock debitorio e si rafforza patrimonialmente.

“Nota assolutamente negativa” la totale assenza di risultati sul fronte della contribuzione privata, “che continua ad essere nulla”. La Relazione presenta quindi come “categorico” il riuscire a mettere in atto iniziative mirate, incisive ed efficaci, di fund raising. Questo potrebbe infatti dare un impulso significativo all’azione di risanamento.

La Fondazione ha predisposto, su richiesta del Commissario Sole, una nuova revisione del Piano di risanamento, ora all’approvazione dei Ministri competenti. In questa fase, si rileva, sono infatti decisive “le capacità del management di impostare una gestione rigorosa e virtuosa, che implementi le azioni avviate con il Piano di risanamento e che mantenga un attento equilibrio tra qualità della produzione, ricavi e costi connessi in modo da raggiungere e mantenere un flusso di cassa della gestione ordinaria in equilibrio”.

FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Migliori rispetto al primo semestre 2017 i risultati della Fondazione Teatro Comunale di Bologna al 30 giugno 2018. A fronte di un miglioramento delle performance commerciali e delle grandezze patrimoniali, però, rimangono inalterate le performance relative al “revenue management”.

La Relazione segnala come critica la “dinamica peggiorativa del debito”, ridotto rispetto al 2017 ma in ascesa rispetto alle previsioni di Piano. Stessa valutazione per il livello dei crediti, superiori del 367% rispetto alla previsione del Piano e del 30% rispetto allo stesso periodo di riferimento per l’anno 2017.

FONDAZIONE TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

Perdurano “condizioni fortemente critiche” per la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. L’equilibrio economico viene raggiunto con difficoltà e viene evidenziato come esso non abbia natura strutturale. Nonostante contenimenti di diverse voci di costo, le performance non sono “sufficienti ad influenza la dinamica di riduzione del debito”. Esso, sottolinea il Commissario straordinario, rimane il più elevato tra le Fondazioni lirico-sinfoniche inserite nel monitoraggio.

Valore negativo anche per il patrimonio netto, un valore che rappresenta “il punto di maggiore criticità della situazione” in cui si trova la Fondazione, soprattutto se rapportato allo stock di debito esistente.

Come nel caso della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, anche per la Fondazione teatro del Maggio Fiorentino non è stata ancora approvata l’integrazione del Piano di risanamento. Questo alla luce della necessità di prevedere delle revisioni che possano effettivamente portare la Fondazione all’obiettivo finale. In quest’ottica, sono stati considerati primari i seguenti obiettivi: la crescita del margine operativo lordo, un’adeguata ri-patrimonializzazione da parte dei soci, la riduzione dell’indebitamento complessivo e dell’allungamento delle scadenze impegni/obblighi di pagamento.

FONDAZIONE TEATRO CARLO FELICE

Anche per la Fondazione genovese il quadro è migliore rispetto al primo semestre del 2017. Il rapporto debito e patrimonio diminuisce, infatti, del 35,72%. Permangono comunque “alcune gravi debolezze sia nelle performance gestionali che in quelle relative alla struttura finanziaria e patrimoniale”. Tali debolezze vengono descritte dalla Relazione come rappresentanti “un carattere strutturale non facilmente modificabile, a meno di interventi di natura straordinaria da parte dei soci”.

Ridotta l’affluenza a teatro con un tasso di saturazione “assolutamente inadeguato”, conseguenza dell’elevata capienza della struttura non proporzionata al bacino di utenza. Proprio per questo, risultano prioritarie la progettazione e l’investimento su incisive azioni commerciali che mirino ad allargare il pubblico del Teatro anche al di fuori della propria area geografica di riferimento.

Tra gli obiettivi che la Fondazione dovrà prefiggersi nel prossimo futuro, inseriti nella nuova versione del Piano di risanamento, si evidenzia come il Piano sia privo di margini che possano compensare eventi sfavorevoli ed imprevisti.

FONDAZIONE TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI

Performance positive e in miglioramento per la Fondazione Teatro San Carlo di Napoli nonostante nella Relazione si evidenzi un peggioramento “evidente” del numero medio di presenze per alzata e del tasso di saturazione del teatro.

“Critico e patologico”, secondo quanto scrive il Commissario straordinario, il livello dei crediti. Si tratta di “un’anomalia assoluta nel panorama generale, che non conosce eguali nel novero” delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Questo indicatore dovrà quindi essere costantemente monitorato da parte degli organi di gestione della Fondazione “per evitare gravi riflessi negativi sulla tenuta dell’equilibrio economico-finanziario”. Sul tema, la Relazione evidenzia che “proprio l’azione di progressivo recupero di detti crediti, in particolare nei confronti del socio Regione Campania, costituiva la vera e propria condizione di sostenibilità finanziaria del Piano di risanamento a suo tempo approvato”.

FONDAZIONE TEATRO MASSIMO DI PALERMO

Lieve miglioramento su alcune aree della gestione della Fondazione Teatro massimo di Palermo. Anche sembrano il volume del debito totale e la dotazione patrimoniale porsi in allineamento con i dati dell’esercizio precedente. Risultano invece da monitorare i crediti a bilancio. Essi presentano valori “ben superiori rispetto alle previsioni di Piano e pure peggiori rispetto al corrispondente periodo nel 2017 (+47,99%)”.

Per la Fondazione si rileva la “nota negativa” della contribuzione privata. Si richiede pertanto che siano sviluppate iniziative per il fund raising, “visto che la contribuzione dei privati allo Stato risulta del tutto irrilevante, per non dire meramente simbolica”.

FONDAZIONE TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Positivi i risultati di gestione registrati alla fine del primo semestre 2018 per la Fondazione teatro dell’Opera di Roma. Essi “prefigurano – se consolidati nel corso dell’anno – l’approdo ad una condizione di equilibrio economico a fine esercizio”. Migliorano le performance commerciali ma a preoccupare è la situazione sul fronte patrimoniale.
In questo campo, la Relazione segnala “solo deboli segnali di miglioramento, ancora non sufficienti a considerare innescata un’effettiva dinamica di risanamento”. La dotazione patrimoniale della Fondazione risulta infatti invariata rispetto agli anni passati. Il valore di riferimento “si conferma del tutto incongruo ed inadeguato rispetto all’assai elevato stock debitorio accumulato dalla Fondazione”.

Per la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma è stata approvata lo scorso novembre l’Integrazione del Piano di risanamento proposta dal Commissario Straordinario Sole (leggi). Il decreto ministeriale, a firma del Ministro dei Beni culturali di concerto con il Ministro dell’Economia, aveva stabilito che la Fondazione risponderà alle richieste formulate dal Commissario straordinario relative al monitoraggio della corretta attuazione dell’integrazione per il triennio 2016-2018.

Le future azioni da intraprendere, sottolinea Sole nella II Relazione pubblicata a febbraio, sono interventi di ri-patrimonializzazione da parte dei soci, il rientro dal pesante debito tributario in essere e la massima attenzione al contenzioso giuslavoristico.

FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

Per la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, l’andamento si prospetta positivo. Migliorati gli indici di performance commerciali e la situazione patrimoniale. Si delinea quindi per la Fondazione, sottolinea la Relazione, un “sostanziale allineamento alle previsioni del Piano”.

Rimangono comunque alcune criticità quali l’eccessiva incidenza del costo del personale, l’ammontale del valore dei crediti e lo stock debitorio. In particolare, rispetto al primo valore (costo del personale), l’incidenza, pari all’80%, è il valore più elevato tra tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche. Il debito si contrae ma rimane complessivamente maggiore rispetto a quanto previsto dal Piano di risanamento.

Per il rafforzamento dei risultati della gestione operativa, il Commissario evidenzia la necessità di “spingere, in maniera più profonda, sull’azione di risanamento della situazione finanziaria e patrimoniale dell’Ente”.

FONDAZIONE ARENA DI VERONA

Migliora la condizione economico-finanziaria della Fondazione Arena di Verona. Tutti gli indici di performance commerciale sono in crescita, incrementa la dotazione patrimoniale e le principali voce di conto economico sono in miglioramento. Tuttavia si registra ancora una “rilevante” perdita a metà anno legata alla stagionalità dell’attività della Fondazione. Risultati “davvero straordinari” per la marginalità per posto disponibile della Fondazione mentre negativo è il margine per posto della gestione della stagione nel Tetaro “Filarmonico”.

Per garantire l’effettivo risanamento, il Commissario evidenzia l’imprescindibilità dell’individuazione di nuove e maggiori entrate soprattutto nel senso della contribuzione degli enti locali soci. Complessivamente considerata essa appare “assolutamente inadeguata e insufficiente a sostenere il difficile e complesso percorso di risanamento”. Nonostante si sia operato in questo senso, “proprio adesso servirebbe uno sforzo straordinario di tutti i soggetti”.

LE RACCOMANDAZIONI

Nella parte finale della Relazione, il Commissario straordinario espone raccomandazioni per il consolidamento dell’equilibrio economico. In particolare, esso parte da una trasformazione dell’orientamento gestionale con l’obiettivo di riqualificazione i costi. Questo sarà possibile riducendo quelli strutturali a vantaggio di quelli funzionali allo sviluppo di nuovi e ulteriori ricavi.

Necessario appare anche, per il Commissario, razionalizzare ed ottimizzare i processi produttivi. Ciò comporterà uno sforzo di valorizzazione delle attività messe in campo dalle Fondazioni anche dal punto di vista commerciale.

Approfondimenti:

II Relazione del 2018

Leggi anche:

Teatro dell’Opera, approvata l’Integrazione del Piano di risanamento della Fondazione

Manovra, via libera definitivo dalla Camera: ecco le misure per la cultura nel 2019

 

Articoli correlati