“Il ministero prima di prendere qualsiasi decisione, prima di agire, ascolta molto. E’ importante la fase di ascolto e di dialogo con chi vive le realtà di gestione del sistema del nostro patrimonio culturale”. Lo ha detto ad AgCult il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, a margine del convegno “Il Mibac ascolta”: una giornata di dialogo, alla Biblioteca Nazionale di Roma, con il terzo settore. “Un mondo importante – sottolinea Vacca – soprattuto in una società in forte evoluzione dove l’iniziativa dei privati, di tutto quel mondo che appartiene all’associazionismo e alle forme di compartecipazione alla gestione dei beni culturali, è in crescita, e quindi diventa sempre più importante nella gestione, nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio”. Centrale, quindi, una “fase di dialogo e di confronto per creare quel rapporto virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. Il pubblico ovviamente – spiega il sottosegretario ai Beni culturali – deve stabilire la cornice all’interno della quale il privato possa esprimersi al meglio e aiutare il pubblico nella gestione del nostro patrimonio”.

RACCOGLIERE SUGGERIMENTI

Aprendo i lavori della giornata, Vacca ne delinea gli obiettivi: “Approfittare dell’esperienza di chi quotidianamente opera sul campo per raccoglierne indicazioni, suggerimenti, contributi, per discutere di problematiche e criticità, per ascoltare proposte in grado di indirizzare l’azione del Mibac così da definire forme di collaborazione con l’universo no profit più efficaci, più funzionali, più adeguate ai tempi”. Realtà che “costituiscono una risorsa estremamente preziosa, che i soggetti pubblici devono sostenere in una logica di lavoro comune – prosegue il sottosegretario -. E’ necessario aiutare chi si occupa di cultura a crescere e a crescere bene, affinché possa a sua volta aiutare la pubblica amministrazione e gli enti religiosi sempre più in difficoltà nel gestire i propri beni. Il primo passo consiste allora nell’ascoltare, perché il Terzo settore ha indubbiamente molto da insegnare”.

UN SETTORE IN CRESCITA

Il terzo settore ha “un ruolo cruciale” e per rendere l’idea della grandezza del fenomeno, basta guardare i numeri. “Stando ai dati forniti dell’Istat lo scorso ottobre, nel 2016 le istituzioni no profit attive in Italia erano oltre 343mila e di queste poco meno di 221mila, dunque quasi i due terzi, erano quelle operanti nel settore cultura, sport e ricreazione, con una crescita dell’1,2% rispetto al 2015 – ricorda Vacca -. Enti e associazioni che nel 2016 impiegavano nello stesso settore oltre 51mila dipendenti, anche qui in crescita, con un +9,1% rispetto all’anno precedente”.

PUBBLICO-PRIVATO

Secondo Vacca “è impensabile che il patrimonio, gli eventi di promozione dell’attività culturale e delle arti, i luoghi della cultura possano essere gestiti esclusivamente dal pubblico. E’ stato dunque non solo utile ma assolutamente necessario aprire al privato, all’interno di una cornice ben definita, per assicurare una più ampia fruizione, una maggiore valorizzazione e una migliore conservazione dei beni culturali, come del resto chiaramente indicato dall’art. 118 ultimo comma della Costituzione: ‘Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà’”.

“MIGLIORARE INSIEME”

“Sono molti i casi – ricorda il sottosegretario – di siti un tempo abbandonati che sono stati recuperati, valorizzati e restituiti alle comunità locali da gruppi di volontari armati di grande passione. Amanti della cultura che spesso tra mille difficoltà e lontano dalla luce dei riflettori hanno saputo trasformare questo loro amore in sfide di successo sul piano culturale, economico e sociale, salvando pezzi della nostra storia, rilanciando territori, creando lavoro, generando crescita, sviluppo locali e valore sociale”. “Noi, come Ministero, vogliamo capire, approfondire, imparare – conclude Vacca -. Vogliamo impegnarci a trovare soluzioni per migliorare insieme. Vogliamo aiutare per essere aiutati. E’ il senso di questa giornata”.

 

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