Sono le giornate di primavera più attese. Quelle in cui ogni città svela i suoi segreti d’arte meglio custoditi. Luoghi spesso chiusi al pubblico, meraviglie private e quarantotto, intense, ore per scoprirle, sentendosi benvenuti “a casa d’altri”. E’ questo il senso delle Giornate Fai – Fondo per l’ambiente italiano che, due volte l’anno, ora e in autunno, aprono portoni, dischiudono segreti e sciolgono chiavistelli, per raccontare di un patrimonio che è di tutti e che di tutti ha bisogno per sopravvivere e rinnovarsi. Anche Parma partecipa il 23 e 24 marzo a questi “open days dell’arte” e lo fa, da tempo con grande successo, forte di un ricchissimo “curriculum” culturale e storico e dei due riconoscimenti che ha ricevuto in meno di tre anni: prima italiana ad essere nominata dall’Unesco Città creativa per la Gastronomia e Capitale italiana della Cultura per il 2020.

Protagonisti il palazzo del Giardino, immerso nel parco Ducale e sede delle investigazioni del Ris, insieme alla chiesa di Sant’Uldarico, dopo il recente restauro del chiostro. Visite guidate e gratuite anche ai principali monumenti della città ducale che nel 2020 sarà Capitale della Cultura. Il programma completo delle aperture, delle visite guidate e delle attività è disponibile sul Portale Cultura del Comune di Parma.

“I LIKE PARMA”

I numeri delle Giornate Fai dello scorso anno sono stati grandi e positivi: oltre 12 mila persone in primavera e 10 mila in autunno si sono messe in coda alla scoperta di alcuni angoli reconditi della petite capitale, dalla chiesa di San Francesco con l’antico carcere, alla Certosa che qualche suggestione fa risalire al romanzo di Stendhal.

“I like Parma – Un patrimonio da vivere”, organizzata dal Comune di Parma in collaborazione con la Delegazione Fai cittadina e con numerose istituzioni e realtà culturali del territorio, torna, come in tutta Italia, sabato 23 e domenica 24 marzo con un’agenda ricchissima e due chicche, il palazzo del Giardino, all’interno del parco Ducale e la chiesa di Sant’Uldarico.

UN GIARDINO, L’ARMA E UN PALAZZO

Il palazzo del Giardino, attualmente sede dell’Arma dei carabinieri e del Ris – Reparto investigazioni scientifiche, è uno dei luoghi più amati dai parmigiani. La sua costruzione fu commissionata dal 1561 da Ottavio Farnese, ma a plasmare la sua forma attuale fu Ennemond Petitot, l’architetto dei Borbone. Gli affreschi delle sale risalgono al pieno splendore del ducato dei Farnese, grazie alla mano e all’estro di artisti del calibro di Girolamo Mirola, Jacopo Zanguidi detto il Bertoja e Agostino Carracci.

UNA CHIESA, MILLE ANNI DI STORIA

La chiesa di sant’Uldarico è un gioiello del centro storico di Parma, attestato fin dall’anno Mille, non lontano dalle rovine del perduto teatro romano. E’ però del Quattrocento la sua storia più luminosa con il chiostro fatto costruire dalle monache benedettine cassinesi, in cui si sposano stile gotico e rinascimentale. Il recentissimo restauro permetterà di apprezzare, aprendo per la prima volta al pubblico, gli affreschi delle lunette.

PARMA CITTÀ APERTA

Aperti e gratis per tutto il fine settimana saranno anche altri must della città. La Camera di San Paolo sarà aperta sabato pomeriggio 23 marzo per raccontare ancora una volta la storia della badessa Giovanna da Piacenza e il suo legame artistico con Correggio che affrescò insieme all’Araldi le cupole delle stanze private, poi divenute di clausura.

Nello stesso giardino si può visitare il museo dei Burattini, recentemente arricchito di nuove collezioni, sempre con la regia della famiglia Ferrari. Poco oltre, anche la pinacoteca civica Stuard completa la visita con il suo raffinato percorso che la rende una delle case – museo più belle dell’Emilia Romagna.

DOMENICA CON LEONARDO ED ANTELAMI

Domenica 24 marzo tocca al complesso monumentale della Pilotta aprire gratis al pomeriggio i suoi numerosi spazi espostivi: dal museo Archeologico, in fase di pieno riassetto, alla biblioteca Palatina con i suoi preziosi fondi manoscritti, oltre al museo Bodoniano, dedicato al grande tipografo piemontese che a Parma ebbe il suo quartier generale, sarà possibile visitare la Galleria Nazionale, che custodisce La Scapilliata di Leonardo, accanto ad opere di Antelami, Beato Angelico, Canaletto, Guercino, Tintoretto, oltre alle due “star” della città, Parmigianino e Correggio.

Da non perdere nel percorso di visita, lo straordinario teatro Farnese, intagliato nel legno ai tempi dei duchi Farnese e che tutt’oggi, anche dopo la ricostruzione post bombardamenti della seconda guerra mondiale, ci restituisce una delle più straordinarie architetture teatrali del Seicento.

LUOGHI DEL CUORE

Per tutto il fine settimana sarà possibile visitare alcune chicche, solitamente chiuse. C’è il Torrione Visconteo, costruita da Bernabò Visconti nel XIV secolo con un panorama unico sul torrente. Ci sono l’antica Farmacia di San Filippo Neri e l’Oratorio di San Tiburzio, a ricordare, a pochi metri dalle strade della movida moderna, un capitolo molto antico della città, quello della Congregazione di Carità.

Aperti “per week end” anche altri musei cittadini, dall’ APE – museo di Fondazione Monte Parma, che oltre alla collezione antologica ospita la mostra “I colori degli affetti – Ritratti familiari nelle collezioni Amedeo Bocchi e Renato Vernizzi”, palazzo Bossi Bocchi di Fondazione Cariparma, l’Orto Botanico e il museo di Storia Naturale dell’università di Parma, il museo Glauco Lombardi, con la mostra “I volti di Maria Luigia”, il museo Cinese ed Etnografico ed il museo Riccardo Barilla del Conservatorio Arrigo Boito, dove si trova anche la ricostruzione dello studio di Arturo Toscanini, oltre ai musei civici della Casa della Musica e del Suono.

 

Articoli correlati