Il Governo ha approvato in Consiglio dei ministri un nuovo disegno di legge delega che contiene la riforma del codice dei Beni culturali e quella del Codice dello Spettacolo. Una delega di due anni entro cui l’esecutivo potrà adottare uno o più decreti legislativi da sottoporre al parere del Parlamento. Si tratta di un testo nuovo rispetto a quello approvato il 12 dicembre scorso che prevedeva un pacchetto unico contenente deleghe su molti settori. Secondo il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, il nuovo testo più snello potrà ora procedere più spedito.

Tra i dieci disegni di legge approvati dal Consiglio dei ministri, si delega il Governo a introdurre, attraverso la redazione di un “Codice dello spettacolo”, una nuova disciplina complessiva dello spettacolo dal vivo nelle sue diverse espressioni. Finalità è quella di conferire al settore un assetto più efficace, organico e conforme ai principi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l’innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività.

I decreti legislativi sono adottati nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi generali:

  • organizzare le disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività
  • coordinare sotto il profilo formale e sostanziale il testo delle disposizioni legislative vigenti anche di recepimento e attuazione della normativa europea, anche apportando le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa
  • adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo
  • indicare esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l’applicazione dell’articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile
  • assicurare l’unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina relativa a ogni attività o gruppi di attività.

Nell’esercizio della delega, il Governo si attiene inoltre a questi principi e criteri direttivi:

  • razionalizzazione degli interventi di sostegno dello Stato al settore dello spettacolo, prevedendo, tra l’altro, la riforma della gestione, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, del Fondo unico per lo spettacolo, anche mediante regolamentazione e semplificazione delle procedure di riconoscimento dei contributi e prevedendo la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
  • revisione degli strumenti e delle procedure finalizzate ad incentivare la contribuzione economico-finanziaria dei privati, anche sotto forma di sponsorizzazione, alle attività di cui al comma 1;
  • eliminare i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa europea, salvo che la loro perdurante necessità sia motivata dall’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) dei relativi decreti legislativi;
  • assicurare, per tipologie omogenee di procedimento, l’uniformità delle modalità di presentazione delle comunicazioni, delle dichiarazioni e delle istanze degli interessati, nonché le modalità di svolgimento della procedura;
  • prevedere l’obbligo di procedere al monitoraggio e al controllo telematico a consuntivo del rispetto dei tempi di conclusione dei procedimenti, anche al fine di permettere: 1) l’immediata verifica dell’efficacia, anche in termini di risultati ottenuti, delle soluzioni organizzative adottate e la rilevazione di eventuali anomalie; 2) la pubblicazione sui siti istituzionali delle informazioni relative ai tempi di conclusione dei procedimenti; 3) l’adozione di misure di intervento, anche di tipo reputazionale, risarcitorio e, se del caso, disciplinare, in relazione al numero di procedimenti conclusi e al rispetto dei tempi previsti;
  • prevedere che, per gli atti normativi di iniziativa governativa, il costo derivante dall’introduzione di oneri regolatori, inclusi quelli informativi e amministrativi ed esclusi quelli che costituiscono livelli minimi per l’attuazione della regolazione europea, qualora non compensato con una riduzione stimata di oneri di pari valore, sia qualificato di regola come onere fiscalmente detraibile;
  • armonizzazione degli interventi dello Stato con quelli degli enti pubblici territoriali anche attraverso lo strumento dell’accordo di programma;
  • promozione della diffusione delle produzioni italiane ed europee dello spettacolo e delle opere di giovani artisti e compositori emergenti, attraverso appositi spazi di programmazione nelle piattaforme radiotelevisive;
  • promozione tra le giovani generazioni della cultura e delle pratiche dello spettacolo, anche mediante le nuove tecnologie, attraverso misure rivolte alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli enti o istituti di alta formazione;
  • promozione dell’integrazione e dell’inclusione attraverso attività formative, nonché mediante la pratica e la fruizione delle attività di spettacolo, con particolare attenzione per i contesti disagiati;
  • promozione della più ampia fruizione dello spettacolo e delle pratiche artistiche, tenendo conto altresì delle specifiche esigenze delle persone con disabilità, secondo i principi stabiliti dalle convenzioni internazionali applicabili in materia;
  • individuazione, d’intesa con la Conferenza unificata, di strumenti di accesso al credito agevolato anche attraverso convenzioni con il sistema bancario.

ASSICURARE LA REVISIONE DELL’ASSETTO ORDINAMENTALE E ORGANIZZATO DELLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

Con particolare riferimento alle fondazioni lirico-sinfoniche, i decreti legislativi sono adottati al fine di assicurarne la revisione dell’assetto ordinamentale e organizzativo, nel rispetto dei seguenti ulteriori criteri direttivi specifici:

  • definizione dei requisiti che devono essere posseduti dalle fondazioni lirico-sinfoniche alfine di garantire la massima qualità dell’offerta artistica e culturale e una gestione efficiente dal punto di vista economico-gestionale;
  • revisione delle modalità e dei requisiti per la nomina del sovrintendente e del direttore artistico, al fine di assicurarne la massima professionalità e competenza;
  • revisione dei poteri del sovrintendente, rafforzandone l’autonomia e precisandone lerelative responsabilità;
  • revisione e rafforzamento delle funzioni di vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali, disciplinando, tra l’altro, i casi e le modalità di cessazione anticipata dell’incarico del sovrintendente per gravi responsabilità e inadempienze e disciplinando altresì le ipotesi di commissariamento delle fondazioni lirico-sinfoniche e le modalità di esercizio della gestione commissariale;
  • revisione delle modalità di composizione e di funzionamento del consiglio di indirizzo, anche al fine di assicurare la massima competenza e professionalità dei relativi membri;
  • revisione delle forme e degli organi di controllo sulla gestione economico-finanziaria, anche al fine di assicurarne il rafforzamento e la razionalizzazione.

CRITERI PER IL RIPARTO FUS

Ai fini del finanziamento pubblico delle fondazioni lirico-sinfoniche, fatte salve le risorse stabilite dalla legge di bilancio 2017 (15 milioni di euro annui a decorrere dal 2019), i decreti legislativi prevedono che attraverso decreti ministeriali, adottati sentito il Consiglio superiore dello spettacolo e previa intesa con la Conferenza unificata, siano definiti i criteri per il riparto dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, precisando che l’assegnazione degli stessi avvenga su base triennale e tenuto conto dei seguenti profili di valutazione:

  • qualità artistica dei programmi di spettacolo e risultati relativi alla gestione economico-finanziaria;
  • realizzazione di coproduzioni internazionali e nazionali per la promozione e la diffusione della cultura lirica;
  • capacità di reperire risorse da soggetti privati ed ulteriori finanziamenti pubblici, rispetto al contributo statale, a sostegno dell’attività di spettacolo

TEATRO, MUSICA, DANZA, ATTIVITA’ CIRCENSI, SPETTACOLO VIAGGIANTE E RIEVOCAZIONI STORICHE

Con particolare riferimento ai settori del teatro, della musica, della danza, delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, i decreti legislativi sono adottati nel rispetto dei seguenti ulteriori principi e criteri direttivi specifici:

  • ottimizzazione dell’organizzazione e del funzionamento dei diversi settori sulla base dei principi di tutela e valorizzazione professionale dei lavoratori, di efficienza, corretta gestione, economicità, imprenditorialità e sinergia tra i diversi enti e soggetti operanti in ciascun settore o nell’ambito di settori diversi, anche al fine di favorire l’intervento congiunto di soggetti pubblici e privati, sostenendo la capacità di operare in rete tra soggetti e strutture del sistema artistico e culturale, adeguando il quadro delle disposizioni legislative alla pluralità dei linguaggi e delle espressioni dello spettacolo contemporaneo;
  • razionalizzazione e revisione dei criteri, dei requisiti, anche relativi al funzionamento degli organi statutari e delle modalità di riconoscimento statale dei teatri nazionali, dei teatri di tradizione, dei teatri di rilevante interesse culturale, delle istituzioni concertistico-orchestrali e di eventuali altri soggetti che operino in maniera qualificata nel settore dello spettacolo, al fine di assicurare la promozione e il coordinamento delle attività culturali sul territorio nazionale;
  • precisazione, ai fini del riparto del Fondo unico per lo spettacolo, delle forme di finanziamento, nonché delle tipologie di attività e di soggetti ammessi a presentare la relativa domanda per ciascuno dei settori di cui al presente comma;
  • previsione che, attraverso decreti ministeriali adottati sentito il Consiglio superiore dello spettacolo e previa intesa con la Conferenza unificata, siano definiti i criteri per il riparto dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, precisando che l’assegnazione degli stessi avvenga su base triennale e tenuto conto dei seguenti profili di valutazione: 1) carattere pluriennale dei programmi delle attività; 2) valorizzazione della qualità delle produzioni; 3) mobilità artistica e circolazione delle opere a livello europeo e internazionale;
  • revisione e riassetto della disciplina del settore delle attività musicali, anche al fine di assicurare: 1) l’estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché quali elementi di coesione sociale e di aggregazione e strumenti centrali per lo sviluppo dell’offerta turistico-culturale; 2) la definizione delle figure che afferiscono all’organizzazione e alla produzione di musica popolare contemporanea e dei criteri e requisiti per l’esercizio della suddetta attività; 3) il progressivo superamento dello strumento del contrassegno SIAE di cui all’articolo181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, per quanto concerne la registrazione di opere musicali;
  • riordino della disciplina del settore della danza;
  • riordino delle disposizioni relative al settore delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante e revisione delle stesse al fine di assicurare il definitivo superamento dell’utilizzo degli animali;
  • introduzione di norme, nonché revisione di quelle vigenti in materia, volte all’avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni;
  • sostegno alla diffusione dello spettacolo italiano all’estero e ai processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio, favorendo la mobilità e la circolazione delle opere, lo sviluppo di reti di offerta artistico-culturale di qualificato livello internazionale, ferme restandole competenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
  • sostegno all’internazionalizzazione delle produzioni di giovani artisti italiani, nonché degli spettacoli di musica popolare contemporanea, anche attraverso iniziative di coproduzione artistica e collaborazioni intersettoriali.

CONSIGLIO SUPERIORE DELLO SPETTACOLO

Al fine di fornire un supporto consultivo all’attività del Mibac, i decreti legislativi modificano la disciplina concernente il Consiglio superiore dello spettacolo, tenendo conto dei seguenti principi e criteri direttivi:

  • attribuzione al Consiglio superiore dello spettacolo del potere di definire indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione e al riparto delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo, nonché del compito di svolgere consulenza e supporto, su richiesta del Ministro per i beni e le attività culturali, nell’elaborazione delle politiche di settore;
  • revisione della composizione del Consiglio superiore dello spettacolo prevedendo che lo stesso sia presieduto dal Ministro per i beni e le attività culturali e sia composto da quattordici professionalità rappresentative del settore dello spettacolo, di cui tre designate dalla Conferenza unificata.

I PROSSIMI PASSI

Sugli schemi di decreti legislativi è acquisita l’intesa della Conferenza Unificata e il parere del Consiglio di Stato da rendere nel termine di quarantacinque giorni, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi di decreto legislativo sono trasmessi, successivamente, alle Camere per l’espressione dei pareri della Commissione parlamentare per la semplificazione, e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Se il termine previsto per l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l’esercizio della delega, o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni.

Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati.

Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, il Governo può adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive.

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Mibac, soddisfazione Bonisoli per spettacolo viaggiante nel disegno di legge delega

 

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