A Bari sulla cultura “non stiamo partendo da zero, come in altre situazioni al sud” ma adesso “il tema è come andare avanti”. Il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, vuole “dare a Cesare quello che è di Cesare” riconoscendo che il sindaco Antonio Decaro ha fatto “un lavoro interessante”. Il Mezzogiorno “non è tutto uguale – afferma Bonisoli ad AgCult, a margine del Rousseau cityLab -. Ci sono delle situazioni dove sulla cultura nel passato si è lavorato e situazioni dove non si è lavorato. Sulla cultura a Bari si è fatto”.

“RICUCIRE” CON LA CULTURA

Ora, insieme alla candidata sindaco del Movimento 5 Stelle per il Comune di Bari, Elisabetta Pani, Bonisoli vuole riflettere “su Bari centro e sullo sviluppo culturale in una città come Bari. Lo stesso tema – sottolinea il titolare del Collegio Romano – che direi su Milano o su quello che stiamo ragionando con il vicesindaco Luca Bergamo su Roma”. Al centro della questione, c’è la creazione di uno sviluppo culturale e quell’“alone che senz’altro va a finire sulle zone centrali, quelle maggiormente attraenti ma – prosegue Bonisoli – il tessuto sociale diventa ancora più solido, certe fratture riescono a ricomporsi, e la qualità della vita delle persone riesce a fare un salto di energia, nel momento in cui intercettiamo luoghi, quartieri, territori che se non vengono interessati dalla cultura si staccano. Così nascono i ghetti, le zone off limits dove bisogna entrare con la scorta”.

ESPERIMENTI VIRTUOSI

E a Bari “ci sono zone dove è proprio questa la situazione”, sottolinea Pani ad AgCult. Ma ci sono “esperimenti virtuosi” in città, come l’Accademia del Cinema di Enziteto. La presenza di un’Accademia del Cinema “in un territorio pieno di giovani che potrebbero diventare ‘soldati’ della malavita è un’esperienza privata virtuosa da preservare”, prosegue la candida sindaco del Movimento 5 Stelle.

UNA RETE CON LE SCUOLE

Si punta sui giovani con l’idea di una “rete con le scuole in modo da portare a più ragazzi possibile un messaggio di cultura”, prosegue Pani riflettendo sulla “bellissima esperienza del Petruzzelli che fa i matinée per i bambini” ma si tratta di “un’esperienza a pagamento”. La cultura dovrebbe arrivare anche, ad esempio, “a chi frequenta una scuola dove non c’è l’opportunità economica di poter partecipare a una serie iniziative che si svolgono nel quadrilatero Murattiano”. Importante “per la crescita sociale della città, rendere tutta la cultura fruibile a tutti e andarla a portare dappertutto”, conclude Pani.

CULTURA DI QUALITA’ E SU TUTTO IL TERRITORIO

Pani denuncia poi che “ci sono tante piccole realtà che l’amministrazione De Caro ha lasciato che chiudessero. Piccoli cinema di quartiere, piccoli teatri che facevano un’attività culturale ma anche e soprattuto sociale”. Realtà dove “il cittadino può fruire cultura, ma anche incontrarsi con altri cittadini, parlare e confrontarsi. Questo è molto importante”. L’aspetto “fondamentale” su cui puntare, secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, è “un’attività di qualità ma sparsa sui territori. Un’attenzione “alla cultura non di basso livello, ma di qualità. Abbiamo operatori dello spettacolo che fanno un’attività di grande qualità”.

 

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