Il sud ha un’opportunità, si chiama Matera 2019 ed è “arrivata inaspettata”. Ad affermarlo il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, a margine del Rousseau cityLab. Sicuramente “un’occasione voluta dal Comune di Matera e dalla Fondazione, ma non affatto scontata. Non è avvenuta naturalmente” perché, riflette Bonisoli, in modo naturale “al sud eventi del genere non accadono e quando accadono dobbiamo sfruttarli al meglio. E’ un’opportunità unica per far vedere a tutto il mondo cosa stiamo facendo”.

LE INIZIATIVE PER LA PUGLIA

Il Mibac ha in cantiere “diverse iniziative” per la Puglia, assicura Bonisoli, a partire dalla “contaminazione, con questa grande occasione che abbiamo di Matera 2019, di quella che è la base logistica di Matera, e quindi tutto il territorio da Bari a Matera”. Ci sono “diverse iniziative per dare respiro, visibilità e credibilità agli eventi che i vari Comuni vorranno realizzare per approfittare di questa occasione unica e far conoscere al mondo le realtà fantastiche che ci sono in questa Regione”. Il titolare del Collegio Romano non fa esempi perché, “le iniziative migliori sono quelle che vengono proposte da qualcuno che se ne fa carico e ha la credibilità per portarle avanti, e non quelle che vengono in mente a un ministro”. In una città come Bari, secondo il ministro dei Beni culturali, “la cultura deve essere l’elemento trainante, non c’è alternativa. Ho notato che c’è stata un’evoluzione e il ministero ha dato il suo contributo. E’ un cantiere, stiamo andando avanti, e chiunque sia il nuovo sindaco è il caso di continuare su questa strada”.

SUD, CANTIERE APERTO E RISORSE PRONTE

Per quanto riguarda i progetti che il governo ha pensato per il Mezzogiorno “la lista è lunghissima e abbiamo le risorse per farlo”, assicura Bonisoli parlando di “cantiere aperto”. Uno dei prossimi progetti che sarà attivato è quello relativo al centro storico di Taranto per il quale “sono già stanziati sono 90 milioni. Stiamo per partire, utilizzeremo lo stesso metodo che abbiamo utilizzato per il centro storico di Cosenza. Si tratta – spiega il ministro – di un nuovo protocollo che prevede all’inizio un’interazione forte con le città e le associazioni per raccogliere le idee, si cerca di dare un senso a queste idee e poi si mettono dentro la macchina burocratica e si parte”.

Al sud, ammette infine Bonisoli, c’è “una patologia vista troppo spesso” e cioè quella di “fare grandi interventi, spendere tanti soldi dei contribuenti e poi a distanza di anni ritrovarsi alla casella di partenza”. E quando “accade troppe volte le persone sono demotivate, pensano che è impossibile cambiare una situazione. Vedono i soldi pubblici spesi ma la qualità di vita non cambia, accessibilità al territorio non cambia e non si capisce dove sono andati a finire i fondi. Dobbiamo rompere questo circolo vizioso”.

RADIO, UNA CANZONE ITALIANA OGNI 3: UNA PROPOSTA “ANACRONISTICA”

A chi gli chiede un commento sulla proposta di legge della Lega per la valorizzazione della musica italiana nelle radio, che prevede che in radio una canzone su tre sia italiana, il ministro risponde: “E’ un proposta a mio avviso anacronistica che tocca però un tema importante” e cioè quello di “permettere ai giovani artisti italiani di avere dello spazio per crescere, per affermarsi, per essere visibili in un mondo che se non viene regolamentato, se non gli diamo la giusta attenzione, rischia di essere preda di monopoli di fatto che non aiuterebbero i giovani artisti del nostro Paese”.

EDITORIA, LA RIVOLUZIONE DI UN SETTORE

A proposito della crisi che sta attraversando la Gazzetta del Mezzogiorno, Bonisoli specifica che il Mibac “non si occupa direttamente di editoria, dossier che gestiscono alla presidenza del Consiglio” ma c’è comunque una riflessione da fare. “Il settore del giornalismo sta attraversando l’inizio di fase molto importante di completa rivoluzione delle basi del lavoro – riflette il titolare del Collegio Romano -. La vera domanda da farsi è se la ‘forma giornale’ avrà ancora un futuro. Questo è il vero tema, quello che terrei a mente nel valutare situazioni serie come questa”.

 

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